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Diano Marina

comune in provincia di Imperia (6 km), 3 m s.m., 6,56 km², 6159 ab. (dianesi), patrono: Madonna del Carmine (16 luglio).

Centro della Riviera di Ponente, situato nell'insenatura che si apre tra capo Cervo e capo Berta. Circondato da olivi nel mezzo di un'area verde coltivata, è uno dei centri turistici più attrezzati e frequentati del Ponente ligure. È l'antica Lucus Bormani, località sacra a una divinità dei Liguri che fu dai Romani assimilata a Diana. Nel Medioevo rappresentò lo sbocco marittimo di Diano Castello, centro feudale della zona, e appartenne al comitato di Albenga e poi ai marchesi di Clavesana, dai quali fu venduto a Genova nel 1228. A partire dalla fine del sec. XVIII il comune si smembrò dando luogo ai vari centri della vallata.§ La parrocchiale di Sant'Antonio Abate (sec. XIX) conserva una Deposizione di G. B. Casone (1645) e una Morte di San Giuseppe di L. Cambiaso. A N dell'abitato si trova la chiesa romanica dei Santi Nazario e Celso, probabilmente fondata sui resti di un edificio di epoca bizantina costruito a sua volta su resti romani. Il Museo Civico comprende, oltre a reperti di epoca romana e preromana e materiale paleontologico locale, anche un'interessante raccolta di cimeli napoleonici e garibaldini.§ Il fattore economico predominante è il turismo, in funzione del quale sono sorte numerose strutture ricettive e di svago (stabilimenti balneari, porticciolo nautico). La fertilissima area pianeggiante è coltivata a primizie ortofrutticole, mentre i colli sono ricoperti da oliveti che caratterizzano il paesaggio. Attiva è anche la floricoltura. Vi sono alcune attività artigianali nei settori alimentare, enologico, della pelletteria e delle minuterie.§ Suggestiva è l'Infiorata nei viali percorsi dalla processione in occasione del Corpus Domini.

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