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Dick, Philip K.

scrittore di fantascienza statunitense (Chicago 1928-Santa Ana 1982). Profondo innovatore, Dick, pur non abbandonando mai le tematiche care agli scrittori di fantascienza, ha introdotto nuove modalità nella narrazione, ponendo al centro delle sue trame l'alienazione dell'uomo e la sua progressiva fuga dal mondo che lo circonda. Nell'universo dickiano tempo e spazio sfuggono a qualsiasi tipo di legge, materia e antimateria si confondono, ogni entità è soggetto e oggetto allo stesso tempo e nella stessa azione. La realtà, da una parte conduce all'alienazione dell'uomo, e dall'altra sottolinea la propria inadeguatezza nei confronti dell'individuo, capace di rintracciare soltanto nei suoi incubi le ragioni del proprio essere reale. La svastica sul sole (1962) è certamente il romanzo che meglio asseconda questa tendenza; seguiranno I giocatori di Titano (1963), Le tre stimmate di Palmer Eldritch (1964), il fortunatissimo Cacciatore di androidi (1968), al quale Ridley Scott si è liberamente ispirato per il film Blade Runner (1982), e Scrutare nel buio (1977), l'ultimo romanzo, ambientato in una California devastata dal crimine e dalla droga, nel quale individui senza identità si muovono alla ricerca di una improbabile soluzione ai loro problemi. Postumi sono stati pubblicati Confessioni (1996) e Mutazioni. Scritti inediti, filosofici, autobiografici e letterari (1997).

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