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Dientzenhofer, Kilian Ignaz

architetto tedesco (Praga 1689-1751). Figlio di Christoph, è da considerarsi uno dei massimi interpreti del barocco centro-europeo. Importante per la sua formazione fu un lungo soggiorno viennese (a partire dal 1707) durante il quale sembra svolgesse apprendistato presso L. von Hildebrandt. Con la costruzione della chiesa di S. Giovanni Nepomuceno sul Hradčany di Praga (1720-28) e del santuario di Nicov (1720-30) iniziò la sua sperimentazione su schemi cruciformi con un asse predominante. Seguirono quindi un gruppo di chiese parrocchiali in vari centri della provincia di Broumov e il convento benedettino di Wahlstatt (oggi Legnickie Pole) in Slesia (oggi Polonia). Nella chiesa di S. Edvige, annessa al grandioso complesso monastico, sperimentò un'audace soluzione di volta a vela su schema a baldacchino (1723-31). Significative per lo sviluppo della sua tematica sono le chiese praghesi di S. Maria delle Elisabettine (1724-25), di S. Tommaso (rifacimento, 1725-31) e di S. Bartolomeo (risistemazione, 1726-31), il convento benedettino di S. Adalberto a Broumov (1728-38). Con la chiesa di Počaply, presso Litoměřice (1724-26), iniziò il periodo di piena maturità dell'opera del Dientzenhofer che, attraverso S. Giovanni sulla Roccia a Praga (1730-39), una delle più notevoli opere del barocco boemo, S. Francesco Saverio a Opařany (1732-35), S. Clemente a Odolená Voda (1733-40), S. Maria dei Sette Dolori a Dobra Voda (1733-39), raggiunse con la chiesa di S. Maria Maddalena, eretta a Karlovy Vary (Karlsbad) nel 1736, la sua più completa realizzazione. Al periodo 1734/35-1743 risalgono la progettazione e l'inizio della fabbrica più grandiosa disegnata dall'architetto: il convento delle orsoline a Kutná Hora (Kuttenberg), del quale furono completate dall'autore solo le due ali sudoccidentali. Terminò poi a Praga la chiesa di S. Nicola in Malá Strana, aggiungendo alla navata costruita dal padre la testata tricora, coronata dalla cupola, e il campanile (1737-51).

C. Norberg-Schulz, Kilian Ignaz Dientzenhofer e il barocco boemo, Roma, 1968; W. Hager, Guarini e il mondo tedesco, in “Guarino Guarini e l'internazionalità del Barocco”, Atti del Convegno Internazionale promosso dall'Accademia delle Scienze di Torino (1968), Torino, 1970.