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Diomède

(greco Diomedēs), nome di due eroi della mitologia greca: dell'uno, figlio del dio Ares e re dei Bistoni di Tracia, si narrava che allevasse giumente con carne umana. Eracle punì questa empietà, facendolo divorare, secondo una versione, dalle sue stesse giumente. L'altro, eroe etolico, figlio di Tideo, è il protagonista di numerose vicende mitiche; partecipò alla guerra di Troia, dove Omero ce lo presenta compagno di Ulisse nell'impresa del rapimento del Palladio. Altri miti trattano del suo ritorno da Troia e del suo esilio in Italia. L'eroe entra nella tradizione italica per tutta una serie di fondazioni che gli vengono attribuite. È raffigurato in vari episodi del suo mito (ratto del Palladio, duello con Enea, cattura di Dolone), soprattutto nella ceramica attica, a figure nere e rosse, e in quella italiota. Di una statua di Diomede sono pervenute alcune copie, una delle quali, proveniente da Cuma, si trova al Museo Nazionale di Napoli. Rappresentazioni di Diomede si hanno anche in rilievi romani (particolarmente in scene su sarcofagi), in affreschi pompeiani su gemme e monete.