Questo sito contribuisce alla audience di

Doménico Veneziano

nome con cui è noto il pittore italiano Domenico di Bartolomeo di Venezia (Venezia ca. 1405-Firenze 1461). Dopo alterne vicende critiche, l'opera di Domenico Veneziano, anche se ben poco ne rimane, viene ormai riconosciuta come un momento fondamentale della pittura quattrocentesca fiorentina. È verosimile che l'artista si trovasse giovanissimo a Firenze (al seguito forse di Gentile da Fabriano, nel 1422-25), dove avrebbe potuto conoscere personalmente Masaccio. Successivamente a Roma (1426-30), oltre che con Gentile sarebbe stato a diretto contatto con Masolino (forse uno degli aiuti negli affreschi di San Clemente) e Pisanello. Ma la formazione accanto ai grandi maestri italiani del gotico internazionale non impedì a Domenico Veneziano di comprendere appieno la portata rivoluzionaria dell'arte di Masaccio, come è possibile notare nell'impianto prospettico e nella struttura dell'Adorazione dei Magi (ca. 1439-41, Berlino, Staatliche Museen) e della Madonna del Canto dei Carnesecchi (affresco riportato su tela, ca. 1432-37, Londra, National Gallery). Stabilitosi a Firenze dopo il 1430, Domenico Veneziano portò avanti le ricerche realistiche e prospettiche di Masaccio. I pochi resti degli affreschi in Sant'Egidio (1439-45), andati distrutti nel Settecento, documentano quella concezione monumentale che fu poi sviluppata da Piero della Francesca, suo aiuto nel 1439. Secondo le fonti Domenico Veneziano dipinse numerosi ritratti e molti quadretti di devozione. Fra questi ultimi le attribuzioni quasi certe si riferiscono a due Madonne dalle figure pienamente tornite su fondi ancora gotici (Settignano, Villa ai Tatti; Washington, National Gallery). Databile fra il 1445 e il 1450 è la pala per S. Lucia de' Magnoli (la cui predella con cinque squisiti episodi è dispersa tra i musei di Washington, Cambridge e Berlino), esemplificazione perfetta delle teorie di L. B. Alberti: di straordinaria eleganza e ampia prospettiva è il pannello centrale con la Madonna in trono con il Bambino e Santi (Firenze, Uffizi). L'ultima opera di Domenico Veneziano è l'affresco con i Santi Giovanni Battista e Francesco per Santa Croce (ora al Museo dell'Opera di Santa Croce), nel quale appare probabile un contatto con Andrea del Castagno. Numerosi artisti quattrocenteschi derivarono il loro stile da Domenico Veneziano, ma fu Piero della Francesca che portò alle estreme conseguenze gli assunti prospettici e coloristici del maestro. "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 5 pp 191-192" "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 5 pp 191-192"

B. Berenson, Italian Pictures of the Renaissance, Oxford, 1932; M. Salmi, Paolo Uccello, Andrea del Castagno, Domenico Veneziano, Roma, 1936, Milano, 1938; M. Dalmi, Civiltà fiorentina del primo Rinascimento, Firenze, 1943; L. Berti, Catalogo della II Mostra di affreschi staccati, Firenze, 1958; M. Bacci, Domenico Veneziano, Milano, 1964; D. Colnaghi, Colnaghi's Dictionary of Florentine Painters from the XIII to the XVII Centuries, Firenze, 1986.