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Domìzio Enobarbo

ino Domitíus Ahenobarbus), nome di una famiglia romana, nota per la crudeltà di alcuni suoi esponenti, che ebbe rilievo soprattutto nell'ultima età repubblicana. § Gneo, console nel 192 a. C., vinse i Boi e, come luogotenente di Scipione, tenne il comando effettivo dell'esercito romano alla battaglia di Magnesia contro Antioco nel 189. § Gneo, console nel 122 a. C., vinse gli Allobrogi in Gallia meridionale nel 121 e il loro alleato Bituito, re degli Arverni; costruì la via Domitia attraversante la nuova provincia romana della Gallia Narbonese fino ai Pirenei; per primo eresse una torre a ricordo di una battaglia vittoriosa, quella di Saint-Rémy; rivestì la censura nel 115. § Lucio, pretore nel 58 a. C., console nel 54 a. C., difese Verre, si oppose a Manilio, fautore della legge che conferì a Pompeo il comando della guerra contro Mitridate, avversò il primo triumvirato; contro Cesare difese invano Corfinium, e successivamente Marsiglia; fu ucciso nella battaglia di Farsalo nel 48 a. C. § Gneo parteggiò per Pompeo, fu tra i congiurati nell'uccisione di Cesare, governò la Bitinia; all'ultimo momento voltò le spalle a Marco Antonio passando dalla parte di Ottaviano. Fu console nel 32 a. C. § Lucio, nonno di Nerone, console nel 16 a. C., proconsole d'Africa nel 12, legato dell'Illirico (7-2 a. C.), compì una marcia memorabile dal Danubio all'Elba, innalzando a ricordo dell'impresa un'ara in onore di Augusto e costruendo una strada rialzata nella zona paludosa tra il Reno e l'Ems.

Ara di Domizio Enobarbo

Gruppo di quattro serie di rilievi romani in marmo del sec. I a. C. appartenenti a un unico monumento e oggi divisi tra la Gliptoteca di Monaco e il Louvre.

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