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Dominica

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(Commonwealth of Dominica). Stato dell'America Centrale (751 km²). Capitale: Roseau. Popolazione: 70.000 ab. (stima 2008). Lingua: inglese (ufficiale), creolo-francese. Religione: cattolici 70,1%, protestanti 17,2%, non religiosi/atei 2,9%, altri 9,8%. Unità monetaria: dollaro dei Caraibi Orientali (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,797 (77° posto). Confini: oceano Atlantico (N e E), Mar delle Antille (S e W). Membro di: Commonwealth, OAS, ONU e WTO, associato UE.

Generalità

Si estende sull'isola omonima delle Piccole Antille nel gruppo delle Windward, tra la Guadalupa a N e la Martinica a S. La Dominica fu l'ultima isola caribica a essere colonizzata dagli europei a causa della fiera resistenza dei nativi. Prima francese, poi britannica, raggiunse l'indipendenza nel 1978. Dopo un periodo di corruzione politica, nel 1980 la situazione interna migliorò quando venne eletta alla guida del Paese Mary Eugenia Charles, la prima donna a diventare primo ministro nei Caraibi. L'isola di Dominica, la maggiore e più settentrionale del gruppo delle Windward, è la più selvaggia delle Piccole Antille. Fino ad anni recenti, la complessità dei rilievi, l'impenetrabilità delle foreste e la natura del suolo ne facevano un luogo poco frequentato. All'inizio del Duemila, invece, queste caratteristiche sono divenute caratteri di grande richiamo e il turismo ha conosciuto un notevole incremento.

Lo Stato

Dominica è una Repubblica nell'ambito del Commonwealth britannico; il potere legislativo spetta all'Assemblea Unicamerale, che elegge per 5 anni il presidente della Repubblica, che è il capo dello Stato ed esercita il potere esecutivo con l'ausilio del primo ministro da lui nominato. Il sistema di diritto in uso è basato sulla Common Law britannica; il Paese inoltre riconosce come vincolanti le emanazioni della Corte Internazionale. La giustizia è amministrata dalla Corte Suprema dei Caraibi, con sede a Saint Lucia. La pena di morte è in vigore. In Dominica non è presente un corpo di difesa regolare, ma è attiva sul territorio una forza di polizia. L'istruzione è gratuita e obbligatoria per 10 anni, tra i 5 e i 15 anni di età; la scuola elementare inizia a 5 anni di età e dura sette anni, la scuola media inizia a 12 e ha una durata quinquennale. L'isola ospita una sezione dell'Università delle Indie Occidentali. Il tasso di analfabetismo nel Paese è pari al 12% (2004), un dato ancora particolarmente elevato, come in molti Paesi caribici.

Territorio: geografia fisica

L'isola, di origine vulcanica, è per lo più montuosa (culmina a 1447 m nel Morne Diablotin), con coste che scendono ripide al mare. Data la conformazione del territorio, i fiumi, pur numerosi, hanno corso assai breve, frequenti salti e cascate. Il clima è costantemente caldo-umido (la media annua è di 27 ºC, con lievi variazioni stagionali), temperato però dalle brezze.

Territorio: geografia umana

La popolazione è costituita essenzialmente da neri (88,3%) e da meticci (7,3%); presso Salybia, in una riserva sulla costa orientale che ha preso il nome di Carib Territory, vivono alcuni piccoli gruppi di indios (1,7%), discendenti dalle genti caribe che abitavano l'isola all'epoca della sua scoperta. La crescita annua da un valore in negativo dei primi anni del XXI secolo, dovuto soprattutto ad un incremento demografico modesto e un alto tasso di emigrazione, è passato ad un valore in positivo (0,2% nel periodo 2002-2007). Il Paese ha una densità abitativa di 93 ab./km²; la maggior parte dei dominicani vive nei villaggi e nelle cittadine dei distretti amministrativi, specie lungo la costa. La capitale Roseau, importante centro commerciale e portuale sulla costa sudoccidentale, accoglie quasi un terzo della popolazione; altre cittadine di rilievo sono Portsmouth e Marigot.

Territorio: ambiente

La foresta tropicale, con prevalenza di Bromeliacee ed Euforbiacee, che si alterna alla foresta umida di montagna ricca di felci delle zone più alte, ricopre ancora i due terzi del territorio. L'intera isola è popolata da una grande varietà di specie animali: dai pappagalli – in particolare l'Amazona imperialis, chiamato sisserou e simbolo del Paese, e l'Amazona arausiaca, denominato jaco –, colibrì, lucertole (compresa l'Anolis oculatus, endemica), serpenti, rane, raganelle, rospi, farfalle, paguri, alla ricca fauna marina, con spugne, coralli, pesci tropicali, delfini, capodogli, orche, balene. La legislazione nazionale volta alla salvaguardia del patrimonio naturale ha origini antiche; risale infatti al 1949 la costituzione della Divisione forestale, naturale e dei parchi, sotto la quale si trovano le numerose aree protette, che interessano il 4,4% del territorio dell'isola. Tra esse si contano tre parchi nazionali oltre a riserve forestali e marine. Il Parco Nazionale di Morne Trois Pitons è stato dichiarato Patrimonio mondiale dell'umanità UNESCO nel 1997. Sorto intorno al vulcano omonimo, il parco si estende su una superficie di circa 7000 ettari e comprende boschi, laghi vulcanici, sorgenti solforose; l'area ospita, inoltre, il secondo lago termale attivo al mondo, il Boiling Lake.

Economia

L'economia è basata sull'agricoltura e, soprattutto, sul turismo e i servizi. Il PIL, che nel 2008 era di 364 ml $ USA (con un PIL pro capite di 5.082 $ USA) è costituito per oltre la metà dal settore terziario. § L'agricoltura, soggetta alle calamità naturali (in particolare uragani) si basa in particolare sulla coltivazione di banane, in gran parte esportate. A causa della pressione di alcune grandi multinazionali, l'Organizzazione Mondiale del Commercio ha preso posizione contro le preferenze commerciali che l'Europa accorda alle banane provenienti dai Paesi caribici, provocando un calo nella domanda. Molti contadini sono stati così tentati di convertire le piantagioni in colture di marijuana e coca. Oltre alle banane, si coltivano, in buona parte per l'esportazione, agrumi (limoni, pompelmi ecc.), frutta tropicale, canna da zucchero, ortaggi vari e palme da cocco, che forniscono copra, olio commestibile e materia prima per la fabbricazione dei saponi; la manioca e altri tuberi sono consumati localmente. Modesta è l'attività zootecnica, mentre maggior rilievo, soprattutto per il consumo interno, presenta la pesca, che è in fase di modernizzazione ed è in larga misura esercitata da cooperative di pescatori. Non ancora pienamente sfruttato, ma assai ricco, è infine il patrimonio forestale. Il settore primario, nel suo complesso, occupa più di un quinto della popolazione. § Scarse invece sono le risorse minerarie, in pratica limitate ai giacimenti di pomice. Le industrie, che pure sono in via di sviluppo, riguardano soprattutto la lavorazione dei prodotti agricoli locali e includono saponifici, conservifici di frutta e verdura, distillerie di rhum, oltre a fabbriche per la produzione olio di cocco, manufatti tessili, cuoio, cemento e sigarette. I settori secondario e terziario occupano complessivamente quasi i quattro quinti della forza lavoro. § Mancano le ferrovie e le comunicazioni interne si svolgono su una discreta rete stradale (che nel 2000 consisteva in 780 km, di cui 393 asfaltati); aeroporti principali sono quelli di Melville Hall e Canefield. § Il Paese esporta banane, sapone, olio, ortaggi, uva e agrumi, e importa manufatti, macchinari e attrezzature, generi alimentari e prodotti chimici. Principali partner commerciali sono Cina, Gran Bretagna, Giamaica, Antigua e Barbuda, Guyana, Trinidad e Tobago e Saint Lucia per l'export e USA, Cina, Trinidad e Tobago, Giappone e Corea del Sud per l'import. La bilancia commerciale registra un pesante passivo, che contribuisce al rilevante debito estero. § Attività di notevole importanza per l'economia nazionale è il turismo, in espansione. La Dominica riceve aiuti internazionali; inoltre, un particolare regime fiscale, che offre condizioni privilegiate, ha favorito l'ingresso di capitali esteri. Sono in crescita le attività finanziarie offshore anche se, per porre un freno agli illeciti finanziari, nel 2003-2004, il Paese ha emanato delle norme anti-riciclaggio.

Storia

Il nome Dominica deriva dal fatto che l'isola fu scoperta da Cristoforo Colombo di domenica (3 novembre 1493). Nel 1633 fu occupata da coloni francesi, che v'introdussero la coltivazione del caffè, e poi della canna da zucchero, importando schiavi africani. Inglesi e Francesi si disputarono il dominio dell'isola, finché decisero nel 1748 di cederla alla popolazione autoctona dei caribi. Dopo la battaglia navale “delle Saintes” (12 aprile 1782) il territorio fu assegnato definitivamente alla Gran Bretagna con il Trattato di Versailles del 1783. Dal 1º marzo 1967 Dominica divenne uno Stato associato al Regno Unito, con completa autonomia interna, e il 3 novembre 1978 uno Stato indipendente nell'ambito del Commonwealth. Nel 1979 una dura opposizione al governo, accusato di introdurre una legislazione restrittiva della libertà di riunione e di stampa, dimostrazioni popolari e la costituzione di un Comitato per la Salvezza Nazionale portarono alla formazione di un governo provvisorio incaricato di indire elezioni per il 1980. Il 21 luglio 1980 le prime elezioni generali dopo l'indipendenza si conclusero con la vittoria dei conservatori del Partito della Libertà (DPF); Mary Eugenia Charles fu nominata primo ministro, venendo quindi riconfermata nella carica nel 1985 e nel 1990. Gli anni Ottanta hanno segnato, all'interno, la realizzazione della riforma agraria e, nei rapporti internazionali, oltre l'acquisizione di prestiti stranieri, la ricerca di un'unione politica con altri piccoli Paesi delle Windward Islands (Grenada, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine). La Dominica è membro del CARICOM (Comunità Caribica). Le elezioni generali del 1995 hanno segnato un'autentica svolta nella vita politica del Paese assegnando la vittoria, dopo quindici anni di dominio incontrastato del Partito della libertà (DPF), all'opposizione di centro-sinistra, rappresentata dal Partito dominicano dei lavoratori uniti (UWP): la carica di primo ministro è stata assunta dal leader dell'UWP Edison James. Nel 1998 è stato eletto presidente Vernon Shaw, del DPF. Le elezioni generali del gennaio 2000 hanno fatto registrare la disfatta elettorale dell'UWP e la netta vittoria (42% dei consensi) del Partito laburista (LPD), che è tornato al potere dopo due decenni di opposizione. Rosie Douglas, leader del LPD, è stata nominata primo ministro e ha formato una coalizione governativa con il DPF. In seguito alla scomparsa improvvisa della Douglas, avvenuta il 1 ottobre 2000, dopo il breve interim alla carica del ministro delle Comunicazioni Pierre Charles, è stato eletto primo ministro il nipote dell'ex premier, Ian Douglas, candidato del Partito laburista.