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Don Carlos

titolo di vari drammi ispirati alla storia del primogenito di Filippo II, Don Carlos. F. Schiller e G. Verdi, fra gli altri, raccolsero la leggenda che voleva Don Carlos innamorato della regina, sua matrigna, e quindi vittima della gelosia del padre, ma meglio evidenziarono i contrasti politici che portarono il principe asturiano alla tragica e misteriosa fine. Nel Don Carlos, tragedia in 5 atti in versi di F. Schiller, rappresentata nel 1787, la vicenda del giovane diventa per l'autore dramma di idee, di cui più che Don Carlos, irresoluto e sognatore, vero protagonista è il marchese di Posa, eroe di assoluta purezza etica. Lo slancio ideale si trasfonde in alcune scene, tra le più nobili che Schiller abbia scritto, mentre nella struttura generale il dramma è debole: risente del mutamento interiore del poeta e segna il suo passaggio al classicismo sia per la forma sia per la sostanza morale. Nell'omonima opera musicale di G. Verdi, su libretto di Méry e Du Locle tratto da Schiller, rappresentata a Parigi nel 1867 e sottoposta poi a modifiche che portarono a una riduzione dei 5 atti a 4 e, nel 1883, a una nuova stesura in 5, l'autore interpretò con assoluta originalità i moduli del Grand-Opéra (il lavoro era destinato a Parigi) approfondendo la ricerca di rinnovamento linguistico che doveva portarlo ad Aida,Otello,Falstaff. Il Don Carlos va annoverato tra i più completi capolavori della tarda maturità del compositore.