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Donskoj, Mark Semënovič

regista cinematografico sovietico (Odessa 1901-Mosca 1981). Formatosi all'Istituto del Cinema di Mosca, fece pratica a Leningrado con altri registi (Il prezzo di un uomo, 1928; Il canto della felicità, 1943). Entrato al Sojuzdetfilm (lo Studio del film per ragazzi), vi realizzò il suo capolavoro: la trilogia biografica gorkiana (L'infanzia di Gorkij, Tra la gente e Le mie università, 1938-40), che con robusto lirismo e sensibilità realistica evocava la fin-de-siècle zarista sui ricordi dello scrittore. Durante la guerra celebrò con forza l'epopea partigiana in Ucraina (Arcobaleno, 1943; Gli indomiti, 1945) e, subito dopo, la lunga esemplare vita di una maestra di villaggio (L'educazione dei sentimenti, 1947). Proibitagli, personalmente da Stalin nel 1949, La legge della grande terra, tornò al prediletto Gorkij con una nuova versione a colori della Madre soltanto nel 1956, all'Ucraina con Il cavallo che piange (1957), di nuovo a Gorkij con Fomà Gordéev (1959). Umanista schietto, anche se talvolta magniloquente, nel 1966, in Cuore di madre, dedicò un appassionato ritratto storico alla madre di Lenin.

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