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Dos Passos, John Roderigo

scrittore statunitense (Chicago 1896-Baltimora 1970). Sin da ragazzo viaggiò molto al seguito dei genitori. Laureatosi a Harvard nel 1916, si recò in Spagna per studiarvi architettura. Raggiunse poi la Francia allo scoppio della I guerra mondiale ed entrò nel corpo volontario della Croce Rossa, al fianco del poeta americano Cummings. Fu sul fronte italiano e, alla fine della guerra, viaggiò in Spagna, Francia e Messico come inviato speciale. L'esperienza accumulata in quei tragici giorni gli fornì il materiale per il primo libro, One Man's Initiation (1920; Iniziazione d'un uomo), seguito da Three Soldiers (1921; Tre soldati), che suscitò polemiche e fu giudicato offensivo per l'esercito. Dopo una parentesi poetica (A Pushcart at the Curb, 1922, Un carretto sul bordo della strada) e un saggio sull'arte spagnola, tornò alla narrativa con Streets of Night (1923; Strade della notte), in cui si racconta di un giovane oppresso dalla volgarità di un mondo spietato e convenzionale. La maturità artistica dello scrittore fu però espressa con Manhattan Transfer (1925; trad. it., Nuova York), un'opera poliedrica che, attraverso centinaia di episodi frammentari, ricostruisce l'ambiente della grande metropoli americana. L'opera più rappresentativa di Dos Passos è però la trilogia U.S.A. (The 42d Parallel, 1930, Quarantaduesimo parallelo; Nineteen Nineteen, 1931, Millenovecentodiciannove; The Big Money, 1936, Un mucchio di quattrini), in cui, sullo sfondo di trent'anni di storia, si muovono personaggi schiacciati dagli ingranaggi di una società in decadimento, dominata da leggi spietate. Particolarmente significativo The Big Money, in cui è applicata la tecnica dell'“obiettivo”, d'impronta cinematografica. Un'altra trilogia, District of Columbia (1952; Distretto di Columbia), oppone i movimenti operai alla demagogia politica. Ovunque traspaiono ironia e amarezza; lo stile, assai duro, non ha mai slanci lirici. Dalla sfiducia nel marxismo, Dos Passos pervenne, nella sua produzione saggistica e giornalistica degli ultimi anni, a un atteggiamento di conservatorismo intransigente sul piano etico e all'adesione all'estrema destra sul piano politico. Sono da ricordare, in questo senso: Journeys Between Wars (1938; Viaggi tra le guerre); The Ground We Stand On (1941; trad. it., Le vie della libertà); The Theme is Freedom (1956; Il tema è la libertà); World in a Glass (1966; Il mondo in un bicchiere).

Bibliografia

C. Pavese, La letteratura americana e altri saggi, Torino, 1962; C. Izzo, John Dos Passos, Roma, 1967; J. D. Brantley, The Fiction of Dos Passos, Parigi, 1968; B. Tedeschini Lalli, Dos Passos, Firenze, 1968; J. W. Aldridge, After the Lost Generation, Freeport, 1971; G. Cecchin, Con Hemingway e Dos Passos sui campi di battaglia italiani della grande guerra, Milano, 1980.

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