Questo sito contribuisce alla audience di

Dottóri, Carlo de'-

poeta e tragediografo italiano (Padova 1618-1686). Ebbe una giovinezza irrequieta e conobbe la prigione per avere scritto un libello contro alcune dame di Padova. Dotato di ingegno vivacissimo, ottenne l'appoggio dei potenti, specie d'Austria, fino a diventare poeta di corte a Vienna. Gli ultimi anni della sua vita furono di profonda crisi e segnarono un momento di ripensamento interiore culminato nelle Confessioni, sul modello di S. Agostino. Scrisse melodrammi (Ippolita, 1662), rime, poemetti satirici (La prigione, 1643, giunto a noi manoscritto; Parnaso, in gran parte ancora inedito) ed erotici (La Galatea). Deve la sua fama soprattutto a L'asino (1652), poemetto eroicomico pubblicato con lo pseudonimo di Iroldo Crotta, imitazione della Secchia rapita del Tassoni. Notevole è anche la tragedia Aristodemo (1657), sul contrasto tra sentimenti privati e ragion di Stato.

Media


Non sono presenti media correlati