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Drusi o Druzi

membri di una setta o comunità islamica formatasi sul filone della Shiʽa, in Siria verso l'anno 1000, a opera del turco ad-Dàrazī da cui presero il nome che continuano a portare nonostante la sua memoria sia esecrata dai fedeli come quella di un traditore. Il tradimento di ad-Dàrazī nasce dalla sua rivalità nei riguardi del persiano Hàmzah, apostolo, come lui, del sesto califfo della dinastia fatimida, al-Ḥakīm, proclamato “emanazione” di Dio, o Dio in terra. Appunto sulla teoria “emanazionista” si fonda la religione dei Drusi: è stato elaborato presso di loro un complesso sistema di “emanazioni” divine mediante le quali Dio vive tra gli uomini e li governa; a ciò si aggiungono credenze eterodosse, come quella nella metempsicosi, e riti iniziatici di carattere misterioso. I Drusi, benché perseguitati dall'ortodossia islamica, si diffusero dalla Siria in Mesopotamia, in Persia e in India. Oggi sopravvivono nel Libano, dove per lungo tempo esercitarono una grande influenza politica e religiosa, nella regione dell'Antilibano e nel Gebel Druso (Siria). A essi si dovettero le stragi di cristiani degli anni 1845-60 che costrinsero gli Europei a un intervento armato nel Libano. Essi lottarono tenacemente contro i Francesi, ai quali venne affidato il mandato sul Libano dopo la I guerra mondiale. Si arresero soltanto nel 1927. Nella travagliata storia del Libano contemporaneo, i Drusi sono stati spesso protagonisti dei sanguinosi scontri che dalla metà degli anni Settanta hanno opposto le fazioni cristiane alle diverse milizie islamiche (druse, appunto, sciite, sunnite, ecc.).

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