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Eötvös, József

poeta, narratore, pensatore e statista ungherese (Buda 1813- 1871). Dopo aver esordito come commediografo e poeta, si occupò anche di politica, con una brillante carriera che lo vide ben presto membro dell'Assemblea nazionale, dove affermò le sue idee liberali e il suo fervente credo nelle riforme. La sua politica vigorosa e acuta lo rivelò come un vero maestro della propria nazione. Fu due volte ministro della Pubblica Istruzione nel primo gabinetto ungherese indipendente dall'Austria (1848) e dal 1867 fino alla morte, cioè dopo il compromesso con la dinastia, di cui fu uno dei principali artefici. Nel 1851 in tedesco e nel 1854 in ungherese, pubblicò in due volumi il saggio politico-filosofico L'influsso delle idee dominanti del secolo XIX sullo Stato, in cui è esaminata soprattutto la possibilità di una pratica applicazione degli slogan della rivoluzione francese e del principio delle nazionalità, con tutte le conseguenze che tale applicazione avrebbe comportato. Come narratore scrisse quattro romanzi, a tesi, senza che ciò influisse sfavorevolmente sul loro valore letterario. Con Il certosino (1839-42), l'esempio ungherese più compiuto del romanzo sentimentale, dove l'egoista è condannato a non trovare in questa terra la sua felicità, Eötvös aprì uno spiraglio sull'ambiente della cultura francese, contribuendo al raffinamento del gusto letterario e all'innalzamento culturale della società ungherese. Le altre sue tre opere a tesi sono: Il notaio del villaggio (1845), romanzo sociale e politico sui difetti della società feudale; L'Ungheria nel 1514, romanzo storico (1847) volto a ricordare, con l'esempio della rivolta contadina di G. Dózsa, che i problemi sociali vanno risolti in tempo perché non sfocino in catastrofe; Le sorelle (1857), romanzo sociale e psicologico sull'importanza decisiva dell'ambiente e dell'educazione sullo sviluppo della personalità.

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