ERP

sigla dell'European Recovery Program (Programma di ricostruzione europea), piano di aiuti economici realizzato dagli Stati Uniti d'America a favore dei Paesi europei, negli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale, proposto il 5 giugno 1947 dal segretario di Stato G. C. Marshall (tanto che venne comunemente definito anche piano Marshall). L'ERP doveva rispondere all'esigenza di trovare uno sbocco all'enorme quantità di merci, capitali e mezzi di pagamento accumulati negli USA, che solo il ristabilirsi di un normale mercato oltre Atlantico avrebbe potuto immettere in un proficuo circuito commerciale; a questo aspetto si aggiungeva l'esigenza di attrarre l'Europa nell'orbita dell'influenza statunitense negli anni della guerra fredda. In questo clima maturò il rifiuto dell'URSS verso qualsiasi partecipazione sua e dei Paesi orientali a essa legati alle iniziative previste dall'ERP. Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia, Svizzera e Turchia accettarono il programma di aiuti, varato ufficialmente il 3 aprile 1948 con la firma, da parte del presidente USA, del Foreign Assistance Act. Previsto della durata di quattro anni, l'ERP cessò ufficialmente il 30 aprile 1952, ma già nel 1951 era stato sostituito – nel clima creato dalla guerra di Corea – dalla MSA (Mutual Security Administration), con finalità di carattere militare.

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