Questo sito contribuisce alla audience di

Eràclio I

imperatore bizantino (575- 641). Figlio dell'esarca d'Africa Eraclio, condusse una spedizione a Costantinopoli contro l'usurpatore Foca, che eliminò succedogli al trono (610). Eraclio I salvò l'impero sommerso dalle invasioni persiane, avare e slave e lacerato dalle lotte interne. Tra il 611 e il 620 i Persiani, con re Cosroe II, occuparono la Siria e l'Egitto e giunsero fin davanti a Costantinopoli, minacciata contemporaneamente dagli Avari. L'imperatore, che già meditava di abbandonare la capitale, indotto dal patriarca Sergio passò nel 622 alla controffensiva, intrapresa come una missione religiosa. Tra il 622 e il 628, conquistata l'Armenia, penetrò nel cuore dell'Impero persiano e, dopo la vittoria di Ninive, ne attaccò la capitale Ctesifonte, dove Cosroe II era stato deposto dal figlio Kobad II, disposto alla pace (628). Eraclio I ottenne la restituzione delle province perdute e della croce di Cristo, che i Persiani avevano asportato da Gerusalemme nel 614. Intanto Costantinopoli aveva resistito a un attacco per terra e per mare di Avari e Slavi (626) e i domini bizantini in Spagna erano stati rioccupati dai Visigoti. Ma, mentre l'imperatore, vinti i Persiani, era impegnato contro gli Avari, allora al culmine della potenza, l'impero subì la prima e incontenibile invasione degli Arabi, che tra il 634 e il 641 gli tolsero la Siria e l'Egitto. Eraclio I fu, oltre che un grande soldato, un coraggioso riformatore: iniziò l'organizzazione di uno Stato greco (quale fu poi sempre l'Impero bizantino) di dimensioni ben più modeste, ma più accentrato e dalle strutture difensive più salde, e a lui si deve l'iniziativa della graduale militarizzazione del territorio mediante l'istituzione dei temi(thémata). Cercò di stabilire la pace religiosa con un editto (Echthesis, 638) che attribuiva a Cristo due nature ma una sola volontà (monotelismo); non raggiunse lo scopo di conciliare ortodossi e monofisiti e questi ultimi, prevalenti in Siria e in Egitto, agevolarono con la loro insofferenza per la teologia imperiale la conquista degli Arabi. Con Eraclio I gli imperatori cominciarono ad adottare il titolo ufficiale di basiléus (in greco, re).

Media


Non sono presenti media correlati