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Erbakan, Necmettin

uomo politico turco (Sinop 1926). Di formazione politica conservatrice, deputato nell'Assemblea nazionale dal 1969 al 1980, Erbakan fondava nel 1970 il Partito Nazionale dell'Ordine, sciolto l'anno successivo. Nel 1973 era presidente del Partito della Salvezza Nazionale e assumeva la carica di vice primo ministro per alcuni mesi nel 1974 e ancora nel 1975-77. Nel 1980, in seguito all'assunzione del potere da parte dei militari, Erbakan era arrestato e rimaneva un anno in carcere, mentre il suo partito veniva sciolto. Nel 1993 tornava alla ribalta nazionale fondando una nuova organizzazione della destra islamica, il Partito del Benessere (Refah), con il quale riusciva a conquistare la maggioranza relativa nelle elezioni del 1995. Dopo aver fallito un primo tentativo di formare un esecutivo (gennaio 1996), Erbakan ritentava, questa volta con successo (giugno), ponendosi alla testa di una coalizione con i conservatori del Partito della Giusta Via. Ma l'accento religioso impresso da Erbakan alla vita politica turca determinava non poche inquietudini negli ambienti militari che si consideravano i garanti della tradizione laica dello Stato costruito da Atatürk. In una riunione del Consiglio di Sicurezza, anzi, i generali indicavano chiaramente a Erbakan che non avrebbero tollerato la sostituzione della Costituzione turca con il Corano. Nel giungo 1997 Erbakan si dimetteva dalla carica. A seguito di una sentenza di proscrizione, che la Corte costituzionale emetteva nel 1998 contro il Partito di cui era leader,Erbakan veniva interdetto, insieme ad altri sei funzionari, da ogni carica politica per cinque anni per aver cospirato - nel periodo in cui era al governo - contro il principio della laicità dello Stato turco. Dopo essere stato accusato anche di aver sottratto illegalmente dalle casse del suo partito ca. 3 milioni e mezzo di dollari, nel 1999 la Grande Assemblea Nazionale riusciva ad approvare una legge che gli permetteva di ritornare alla vita politica.

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