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Erzurum (città)

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Generalità

capoluogo della provincia omonima (regione: Anatolia Orientale, Turchia), a 1950 m s.m. sul versante settentrionale del monte Palandöken, 366.962 ab. (2000). Caratterizzata da un clima così rigido (in inverno la temperatura scende a -25 °C) da meritarsi il soprannome di “Siberia turca”, è importante nodo stradale e ferroviario e scalo aereo; è attivo mercato agricolo e zootecnico e sede di industrie. Università Atatürk (1957). Anche Erzerum.

Storia

Erzurum sorse come piazzaforte bizantina in paese armeno (415) col nome di Teodosiopoli. Situata in posizione strategica, incrocio di strade importanti, vide passare migrazioni di popoli ed eserciti invasori. Conquistata dagli Arabi verso la metà del sec. VII, tornò più volte nelle mani di Bizantini e Georgiani sino ai primi assalti turchi (1048-49). I Selgiuchidi la chiamarono Erzerum dall'arabo Erzen-i Rum (“terra dei Romani”) e ne fecero un grosso centro di commerci. Preda dei Mongoli (sec. XIII), dei Turcomanni (sec. XIV) e di Tamerlano (1400), divenne infine ottomana dopo la battaglia di Čaldiran (1514). I Russi l'occuparono due volte nel sec. XIX (1829 e 1878), ma a titolo provvisorio. Nel 1919 fu sede del I Congresso Nazionale Turco.

Archeologia ed arte

Le sue vestigia più significative risalgono al periodo selgiuchide, del quale rimangono l'Ulu Cami (1178), un gruppo di türbe (mausolei) e la Cifte Minareli Medrese (“Medrese dal doppio minareto”), eretta nel 1250 ca., con annessa la türbe Hatuniye, del 1269 ca. Una moschea più recente, di epoca ottomana (del Pascià Lala Mustafa), è stata attribuita a Sinān (metà del sec. XVI).

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