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Escorial, El-

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La città

Centro della Spagna, nella provincia di Madrid, 50 km a NW della capitale, alle falde sudoccidentali della Sierra de Guadarrama, 1028 m s.m.

Il monastero

Il celebre monastero-palazzo-mausoleo di S. Lorenzo fu fondato da Filippo II nel 1563 per commemorare la vittoria di San Quintino (avvenuta il 10 agosto 1557, da cui la dedicazione a S. Lorenzo) e per accogliere le salme di tutti i membri della famiglia reale, a cominciare da Carlo V. Il monumento, che sorse con spesa ingentissima, fra il 1563 e il 1584, presso un antico deposito di scorie (donde il nome di Escorial) di una miniera abbandonata, unisce in una grandiosa pianta simmetrica avente la forma simbolica di una graticola (il rettangolo misura 206×161 m) una chiesa a croce greca con cupola, il sepolcreto reale sotto l'abside, gli appartamenti reali dietro l'abside, il convento vero e proprio e una serie di cortili, di cui i maggiori sono quelli a N e a S della chiesa e il patio davanti alla facciata. Il complesso, ideato dallo stesso Filippo II con la collaborazione di Juan Bautista de Toledo e del Paciotto, continuato tra il 1567 e il 1572 dal bergamasco G. B. Castello (che realizzò lo scalone) e compiuto tra il 1572 e il 1584 da Juan de Herrera, non solo segna, da un punto di vista stilistico, l'abbandono definitivo dell'ibrido rinascimento plateresco per un rigoroso classicismo neo-rinascimentale, ma rappresenta anche l'esempio più significativo della tendenza puristica e geometrizzante del tardo manierismo europeo. Particolarmente interessante, in questo senso, è la fronte meridionale, lunghissimo blocco assolutamente spoglio aperto da 4 file di 188 finestre uniformemente distanziate . All'interno la decorazione pittorica e scultorea offre un panorama unico delle diverse tendenze del manierismo del secondo Cinquecento e del primo Seicento (dossale dell'altar maggiore con pitture di P. Tibaldi e F. Zuccari; volte del presbiterio e del coro affrescate da L. Cambiaso; monumenti funebri di Carlo V e di Filippo II, di Pompeo e L. Leoni; crocifisso marmoreo del Cellini; crocifisso di P. Tacca). Nella sagrestia e nella pinacoteca ospitata nelle sale capitolari si trovano dipinti di Tintoretto, Veronese, Tiziano, El Greco, H. Bosch, Patinier ecc. Nel sec. XVII Filippo III iniziò il sepolcreto reale (o Pantéon de los Reyes), Filippo IV lo completò e arricchì la collezione dei dipinti (Rubens, Ribera, Velázquez ecc.), Carlo II collocò nella sagrestia la pala della Sagrada Forma di Claudio Coello (1685-90), comunemente ritenuta l'ultimo capolavoro della pittura barocca spagnola e della scuola di Madrid, e fece affrescare da L. Giordano lo scalone del Cortile dei re e la chiesa. Monumento sommo della Spagna filippina, l'Escorial rimane il simbolo più concreto e compiuto della sua grandezza, sempre in bilico fra la volontà di dominio e l'intimo anelito di fuga ascetica dal mondo. Tra le due borgate di Escorial de Arriba, dove sorge il monastero, e di Escorial de Abajo, si trova la Casita del Príncipe, un padiglione eretto nel 1772 da Juan de Villanueva per il principe Carlo. All'interno si trovano dipinti e decorazioni di Pannini, Teniers, Domenichino, L. Giordano e arazzi di Goya. "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 6 pp 291-303" "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 6 pp 291-303"

La biblioteca

La biblioteca, iniziata da Filippo II nel 1567 e ospitata in una grandiosa sala, è la prima grande biblioteca che rompe con lo schema costruttivo medievale e rinascimentale della biblioteca a navata; i 18.000 libri originari erano disposti in armadi alle pareti anziché sui plutei. Nonostante che alle iniziali donazioni di Filippo II e poi di Isabella si siano aggiunte le accessioni di molte importanti biblioteche private spagnole, la biblioteca dell'Escorial, a causa delle spoliazioni subite (gravissima quella operata dai Francesi nel 1808), conta ora solo ca. 50.000 volumi.