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Esculàpio

(latino Aesculapíus), nella mitologia romana, il dio della medicina, già venerato in Grecia con il nome di Asclepio, figlio di Apollo. Il suo culto, di tipo originariamente eroico in Grecia e solo successivamente divino, fu trasmesso a Roma in quest'ultima forma e qui apparve nel 293 a. C., mentre infuriava una pestilenza. Al dio, cui si attribuiva il potere di resuscitare i morti, fu subito dedicato un tempio nell'Isola Tiberina; gli imperatori gliene eressero un altro sull'Esquilino. Sua compagna (o figlia) era la dea Igea. È ritratto frequentemente in monete, rilievi votivi, statue, per lo più stante, con barba e capelli lunghi e ricciuti, la maestosa figura avvolta in un mantello dai morbidi panneggi che gli lascia scoperta una spalla e parte del petto, appoggiato a un bastone attorno al quale si attorciglia il serpente sacro. Frequenti sono anche le raffigurazioni in cui compare seduto in trono, in coppia con Igea (gruppo statuario di Esculapio e Igea, Roma, Musei Vaticani).

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