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Espronceda, José de-

poeta spagnolo (Almendralejo 1808-Madrid 1842). La sua vita, improntata all'amore per la libertà e a un sentimento di perenne rivolta, fu tipicamente romantica. Cospiratore fin dall'età di 15 anni, lasciò la Spagna nel 1826 per un volontario esilio a Lisbona, Londra e Parigi. Qui pare combattesse sulle barricate nella rivoluzione del luglio 1830. Con l'amnistia concessa alla morte di Ferdinando VII, nel 1833 Espronceda tornò a Madrid e partecipò attivamente alla vita politica in difesa degli ideali democratici. Espronceda è considerato, insieme a Bécquer, il maggiore lirico romantico spagnolo. La sua è una poesia dettata da una forte tensione sentimentale; le immagini da cui è animata sono quelle abituali del repertorio romantico, eppure essa vibra di un tono nuovo per l'impeto e la vitalità che il poeta sa calare nella ricchezza melodica dei versi. Questo tono è già presente nelle Poesías (1840), cui appartengono le 5 Canciones (El verdugo, El mendigo, Canción del pirata, Canto del cosaco, El reo de muerte) e alcune liriche dedicate ai temi della patria e della libertà, che fecero di Espronceda il poeta più popolare nella Spagna del suo tempo. Le sue opere maggiori sono però El estudiante de Salamanca (1833), poema che ripropone con drammatica potenza evocativa la leggenda di Don Giovanni, cui gli aspetti autobiografici imprimono una forza singolare, ed El diablo mundo, più ambizioso nella concezione ma meno armonico nel risultato. In questo poema simbolico in 7 canti, rimasto incompiuto, Espronceda ha inteso rispecchiare l'immagine dell'uomo romantico lacerato dal conflitto tra il bene e il male.