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Essènza del cristianésimo, L'-

(Das Wesen des Christentums), opera di L. Feuerbach (1841) tra le più celebri espressioni dell'ateismo moderno. Secondo l'autore, ciò che distingue l'uomo dalla bestia è la religione, attraverso la quale l'uomo raggiunge la propria prima autocoscienza. Si tratta però di un'autocoscienza indiretta e per così dire capovolta, perché l'uomo attribuisce a Dio ciò che in verità gli appartiene. Ciò significa che, se il soggetto della religione (Dio) è falso, gli attributi di tale soggetto sono invece veri, perché corrispondenti alla natura dell'uomo. La teologia appare pertanto come antropologia capovolta. È precisamente questo aspetto antropologico che costituisce l'essenza vera della religione, ciò per cui si può dire che l'uomo è l'inizio, il centro e la fine della religione. In conclusione la religione è vera quando proclama l'amore, falsa quando richiede la fede. L'ateismo è perciò un dovere morale, il dovere di restituire all'uomo ciò che è suo; l'uomo è il vero Dio dell'uomo: homo homini deus. § Con lo stesso titolo vennero pubblicate sedici conferenze tenute nel 1900 dal teologo protestante A. Harnack. Esse sono una sintesi della predicazione del Cristo, di cui l'autore enuclea i temi essenziali.