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Euriàpsidi

sm. pl. [da euri-+greco apsís-îdos, circonferenza]. Sottoclasse (Euryapsida) di Rettili detti anche Sinaptosauri o Parapsidi, i cui rappresentanti vissero dall'inizio del Permiano alla fine del Mesozoico. Gli Euriapsidi hanno come caratteristica principale un cranio con una sola apertura temporale limitata dall'osso postorbitale, parietale e squamoso. Gli Euriapsidi sono suddivisi negli ordini Areoscelidi, terrestri; Saurotterigi e Placodonti in gran parte marini. I primi sono costituiti da piccole forme, come Areoscelis (nordamericano) e Protorosaurus (europeo), di abitudini probabilmente simili a quelle delle attuali lucertole tropicali. Tanystropheus, invece, aveva una forma grottesca, dotata di un collo lungo quanto il resto del corpo (complessivamente circa 70-80 cm) probabilmente con abitudini anfibie. Questa forma è imparentata alla lontana con i progenitori dei Saurotterigi, ordine che comprende le forme di rettili anfibi più famose: i Notosauri, con Lariosaurus, trovato nel Triassico medio della Lombardia, e i Plesiosauri, molti dei quali di dimensioni cospicue (fino a 15 metri), con corpo piatto e ampio, arti trasformati in ampie pale natatorie e collo lungo. L'ultimo ordine (Placodonti) comprende invece forme triassiche come Placodus e Placochelys adattati a una dieta conchigliofaga. Si tratta di forme piuttosto tozze, con collo corto, dotate di un'armatura toracica, e provviste di denti piatti e ampi, capaci di frantumare le conchiglie.