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Evàgora

(greco Euagóras; latino Evagŏras), nome di due re di Salamina nell'isola di Cipro. Evagora I (435-373 a. C.), figlio di Nicocle della nobile famiglia dei Teucridi, costretto a fuggire da Cipro nel 415 a. C., vi ritornò cinque anni dopo, instaurando a Salamina una splendida signoria. Di sentimenti filoateniesi, promosse il rifiorire dell'ellenismo nell'isola e, dopo la battaglia di Egospotami (405 a. C.) col trionfo della flotta spartana su quella ateniese, ospitò alla sua corte numerosi esuli sconfitti tra cui Conone. Poco dopo la vittoria di Conone contro gli Spartani a Cnido (394 a. C.), il contrasto latente tra Evagora e la Persia sfociò in una guerra che si protrasse per 10 anni. In seguito alla Pace di Antalcida (386 a. C.), che sanciva la signoria persiana su Cipro, Evagora, abbandonato dagli Ateniesi che in un primo tempo lo avevano aiutato, attaccato e sconfitto a Cizio, fu costretto a chiedere la pace. Conservò almeno nominalmente la signoria su Salamina, benché di fatto fosse vassallo della Persia. Fu vittima di una congiura di palazzo. Isocrate scrisse in suo onore un celebre epitaffio. §Evagora II, figlio o nipote del precedente (m. seconda metà del sec. IV a. C.), detronizzato durante l'insurrezione di Cipro contro la Persia, si rifugiò presso il re persiano da cui ottenne la signoria di Sidone; ma poi, costretto a fuggire a Cipro, fu fatto prigioniero e ucciso.