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Fùcino, àlveo del-

vasta conca dell'Abruzzo, nella Marsica, estesa tra i monti Simbruini a W e i monti del Sirente a E, occupata in passato da un lago (lago Fucino o di Celano, con superficie di ca. 165 km², profondo al massimo 22 m e situato a 669 m s.m.) che, per la mancanza di emissari naturali visibili, aveva un regime estremamente irregolare, con forti oscillazioni (fino a 12 m) del livello delle sue acque. Il prosciugamento del bacino, progettato già da Giulio Cesare, fu attuato dall'imperatore Claudio che, nel 52, fece scavare una condotta sotterranea lunga 5653 m che convogliava le acque del Fucino nel fiume Liri. Nel Medioevo il canale cessò di funzionare e il Fucino tornò a essere un lago chiuso dal regime irregolare. Dopo vari tentativi successivi, nel 1852 fu sottoscritta, per interessamento del duca A. Torlonia, un'apposita società per azioni; furono scavati un condotto di scarico, lungo 6342 m, che seguiva l'andamento del precedente, ma con una presa più bassa, e numerosi canali d'irrigazione distanti tra loro ca. 1 km. Oggi il comprensorio del Fucino è intensamente coltivato (barbabietole da zucchero, cereali, legumi, ortaggi) e molto popolato; sono assai sviluppate anche le industrie alimentari (zuccherifici, caseifici) e dei laterizi, per lo più concentrate ad Avezzano. La zona industriale trae incremento dalla presenza di una diramazione della A24 Roma-L'Aquila-Teramo. Ospita un importante centro per i servizi di telemetria e la gestione dei centri di controllo per i satelliti commerciali in orbita nonché per la ricezione e il trattamento di dati trasmessi a terra dai satelliti stessi. § La zona dell'antico lago fu popolata fin dal Paleolitico, a cui risalgono i resti rinvenuti soprattutto in alcune cavità, tra cui la grotta La Punta e la grotta Riparo Maritza. Interessanti le vestigia mesolitiche qui presenti con reperti di aspetto particolare e resti fossili umani. Dall'Eneolitico fino all'Età del Bronzo finale le sponde del Fucino furono intensamente popolate; il rinvenimento di ricchi oggetti in bronzo (soprattutto armi) testimonia sia il grado di sviluppo dell'industria metallurgica, sia il sorgere di ceti sociali egemoni.