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Fabbri, Edoardo

patriota e letterato italiano (Cesena 1778-1853). Di famiglia ricca e patrizia, aderì giovanissimo alla Rivoluzione francese. Fu consigliere del dipartimento del Rubicone dal 1808 al 1815 e, con Murat, viceprefetto del distretto di Cesena (1815); nel 1824 venne arrestato dalla polizia pontificia per aver organizzato un moto carbonaro. Condannato a dieci anni di carcere, fu liberato dagli insorti del 1831. Protetto e stimato da Pio IX, fu prolegato a Pesaro e Urbino e membro dell'Alto Consiglio; dopo la caduta del Mamiani, fu chiamato a presiedere un ministero che ebbe però vita brevissima (2 agosto-16 settembre 1848). Scrittore non privo di vigoria stilistica, compose numerose cantiche e odi ma fu soprattutto famoso come autore di tragedie d'impronta alfieriana, tra cui si ricordano: Francesca da Rimini (1801), Costantino Magno (1805), Il conte di Barbiano (1807), I Cesenati del 1377 (1835-44).

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