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Faiyûm, El-, depressióne di-

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Generalità

Regione (ca. 1800 km²) dell'Egitto, nel governatorato di Faiyûm, a SW del Cairo, situata sotto il livello del mare, sulla sinistra del basso corso del Nilo, da cui la separa una stretta striscia desertica alta fino a 157 m s.m. A NW il fondo della depressione è occupato dal lago Qârûn le cui acque si trovano a –44 m s.m. Città principale è El Faiyûm. Irrigata dal canale Yûsef, la depressione è coltivata a cereali, cotone, canna da zucchero, vite e olivo. § Faiyûm conobbe il periodo di maggior floridezza durante il Medio Regno, grazie alle opere di bonifica e di sfruttamento agricolo intraprese dai sovrani della XII dinastia. Resti di quest'epoca sono stati rinvenuti nell'antica Crocodilopolis, la città principale dedicata al dio coccodrillo Sobek, a Medinet Madi (dove una missione italiana ha rinvenuto un tempio risalente ad Amenemhat III, l'unico esistente del Medio Regno), a Biyahmu, ad Abgig e soprattutto a El-Lahun e a Hawara, dove erano le piramidi di Sesostri II e Amenemhat III. Lo sfruttamento intensivo della zona riprese a partire dall'età tolemaica, quando Crocodilopolis assunse il nome di Arsinoe.

Preistoria

Tra le più importanti stazioni preistoriche egiziane, sulle rive di un antico bacino lacustre, oggi occupato in parte dal lago Qârûn, si sono succeduti insediamenti preistorici denominati Faiyûm B (o Qaruniano) e Faiyûm A, rispettivamente riferiti all'Epipaleolitico e al Neolitico, con datazioni comprese tra circa 6300 e 5800 anni fa. Grano, orzo e lino sono comunemente attestati insieme a strumenti (falcetti, macine e pestelli) per l'agricoltura. L'economia era integrata dalla pesca e dalla caccia. Oltre ad accette e punte di freccia triangolari, è documentata una ceramica a superficie rossa o scura. Sono stati inoltre rinvenuti molti resti fossili di numerose specie risalenti all'Eocene e all'Oligocene. Questi resti provengono da due diverse formazioni geologiche; la più antica è la formazione di Qasr el Sagha, costituita da depositi deltizi, dalla quale provengono, oltre a pesci, coccodrilli e al più antico uccello non volatore, numerosi mammiferi, tra i quali: cetacei primitivi (genere Zeuglodon, Eocetus, Prozeuglodon, Dorudon), il più antico proboscidato (genere Moeritherium) e il suo diretto discendente (genere Barytherium), primitivi sirenidi (Eotheroides e Protosyren), un carnivoro della famiglia Ienodontidee e un primitivo artiodattilo della famiglia Antracoteridee. La formazione sopra descritta viene riferita a un'età eocenica media. Dalla formazione sovrastante, quella di Jebel Qatrani, costituita da sedimenti clastici e calcari lacustri e riferita all'Eocene superiore-Oligocene, proviene la fauna più ricca e abbondante: non solo i discendenti delle forme presenti nella formazione precedente (come antracoteridi, creodonti e, tra i proboscidati, i generi Phiomia e Palaeomastodon), ma numerosi altri ordini, tra cui il più antico rappresentante dell'ordine Chirotteri (genere Vampyravus), i primitivi roditori dei generi Phiomys, Paraphiomys, Metaphiomys, Gaudeamys e Phiocricetomys, l'unico genere dell'ordine Embritopodi (genere Arsinoitherium), numerosi Iracoidei e importanti resti di primati del genere Parapithecus, Propliopithecus, Oligopithecus, Apidium, Simonsius e Aegyptopithecus. Questi primati africani sono i più antichi dell'ordine e rappresentano le basi della radiazione adattativa dei primati del Vecchio Mondo: Parapithecus e Apidium sono entrambi alla base della linea filetica delle scimmie catarrine mentre Oligopithecus è il primo rappresentante della linea degli Ominoidei, insieme a Propliopithecus e Aegyptopithecus. Quest'ultimo, in particolare, potrebbe essere l'antenato (o almeno vicino a esso) del genere Proconsul del Miocene.

Arte

Sulle rive del lago fiorirono numerosi villaggi (Bacchias, Karanis, Soknopaiou Nesos, Qasr Qârûn, Theadelphia, Tebtynis, Narmouthis), di cui restano ampie vestigia e da cui provengono in gran copia papiri letterari e documentari, stoffe di lino o lana decorate in bianco e nero o in policromia con motivi risalenti alla tradizione ellenistica, e soprattutto i cosiddetti “ritratti del Faiyûm”. Questi, dipinti a encausto o a tempera su tavolette di legno, furono rinvenuti, collocati tra le bende delle mummie, nelle sepolture dell'oasi del Faiyûm e anche in altre zone lungo il Nilo. L'usanza di fissare il ritratto del defunto sulla mummia è di ascendenza faraonica, ma i ritratti del Faiyûm sono di epoca romana (sec. I-IV d. C.). In essi (alcuni di autentico valore artistico, altri di modesto livello artigianale) lo stile derivato alla regione da lontane eredità egizie si unisce allo spirito dell'ellenismo e alle più vivaci correnti figurative dell'arte romana. Se ne conoscono ca. 700, molti al Cairo, altri al Louvre, a Berlino, a Vienna, a Firenze e nei musei di altre città.