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Fanon, Frantz

scrittore martinicano (Fort-de-France 1925-Washington 1961). Mulatto, nipote di uno schiavo, medico e psichiatra, visse il dramma dell'alienazione culturale, che ha formato l'oggetto della sua ricerca e lo scopo della sua lotta, mentre il suo pensiero ispira ancor oggi l'azione rivoluzionaria nel Terzo Mondo. Studiò in Francia e aderì dapprima al movimento della Négritude, per poi combatterlo. Passato in Algeria, medico e combattente nel FLN, fu nominato rappresentante dell'Algeria nel Ghana, divenendo poi consigliere di Lumumba. Si impose come scrittore nel 1952, col saggio Peau Noire Masques Blancs, dove analizza le conseguenze del colonialismo, per passare, con Sociologie d'une Révolution: l'An V de la Révolution algérienne (1959), allo studio delle possibilità di riabilitazione umana attraverso la lotta per l'indipendenza e, con Les damnés de la terre (1961), alla fondazione di un umanesimo negro che rifiuta il concetto di competitività tipico dell'uomo bianco e lotta per una società fondata sulla collaborazione.

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