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Farfa (Rieti)

frazione di Fara in Sabina (provincia di Rieti), 35 km a SSW di Rieti, a 138 m alla sinistra del fiume Farfa. È celebre per l'abbazia che, fondata nel 680 ca. da Tommaso di Moriana, fu uno dei maggiori centri politici e culturali del Medioevo. Fiorente in particolare nel sec. IX, come badia imperiale carolingia, decadde dopo la conquista saracena (898). Tornò ai monaci nel 967 e si riprese nel sec. XI con la riforma cluniacense, allorché vi sorse un celebre scriptorium, che produsse codici scritti con minuscola romana detta “farfense”. Durante le lotte per le investiture favorì l'impero temendo, dal rafforzamento del papato, una minaccia alla propria autonomia. Caduta sotto la diretta giurisdizione papale dopo il concordato di Worms (1122), fu commenda di cardinali e delle grandi famiglie papali (Orsini, Farnese, Barberini) dagli inizi del Quattrocento, quando fu assegnata da Bonifacio IX al nipote cardinale Tomacelli. La commenda fu soppressa nel 1841. § All'abbazia si accede attraverso un portale gotico che immette nel cortile centrale. Qui sorge la chiesa del sec. XV, riedificata sui resti dell'antica struttura carolingia: la facciata ha un portale gotico con lunetta decorata da un affresco quattrocentesco; nell'interno a tre navate (scandite da colonne recuperate in zona da edifici romani) si trovano alcuni affreschi di Orazio Gentileschi e altri della cerchia degli Zuccari, mentre nella controfacciata è dipinto il Giudizio universale del fiammingo Beker (sec. XVI). Di particolare bellezza è il soffitto in legno a cassettoni dipinto in azzurro e oro. Interessanti testimonianze del periodo carolingio sono state rinvenute nell'area del transetto (tratti di pavimento e delle strutture murarie), presso il fianco sinistro esterno della chiesa e nella cripta semicircolare, dove si custodisce un sarcofago in marmo del sec. III. Il resto dell'abbazia si sviluppa con il chiostrino detto “longobardo” e con il vicino chiostro secentesco. La biblioteca conta antichi codici e 20.000 volumi.

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