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Farnése (famiglia romana)

famiglia romana di origine umbra, il cui nome deriva dal feudo di Castrum Farneti . Ebbe origine in Orvieto nel sec. XII con un Prudenzio di Pietro, che fu console di quella città verso il 1154, e continuò con Pietro di Prudenzio,Pepone e Ranuccio di Pietro,Ranuccio di Pepone,Pietro di Ranuccio i quali, in anni successivi, ricoprirono la stessa carica, o quella di capitani o rettori, sempre in Orvieto. Da Orvieto altri membri della famiglia Farnese estesero la loro influenza a Viterbo o a Siena o si misero al servizio del papato o dei Fiorentini. Con Ranuccio, che fu capitano dei Fiorentini nel 1363, ed ebbe molti figli maschi, la famiglia si divise in vari rami: quello discendente da Cecco (m. dopo il 1357) si estinse ben presto; quello discendente da Nicola, sottomessosi ai Senesi, durò fino agli inizi del sec. XV; quello discendente da Giovanni occupò cariche politiche a Firenze e durò fino alla metà dello stesso secolo; ultimo ramo fu quello discendente da Pietro (m. 1415), capitano dei Bolognesi. Il figlio di questi, Ranuccio il Vecchio (m. dopo il 1454), condottiero dei Fiorentini, poi della Chiesa, fu padre di Gabriele Francesco (m. dopo il 1465), generale dei Senesi, e di Pier Luigi (m. dopo il 1487). Di Gabriele Francesco fu figlio Ranuccio, che morì combattendo a Fornovo (1495) contro Carlo VIII di Francia; e di Ranuccio furono figli un altro Ranuccio e un Federico, entrambi generali delle truppe veneziane. Da Pier Luigi (m. dopo il 1487) discesero due rami: quello dei duchi di Latera, iniziato da Bartolomeo, figlio del predetto, che durò fino al 1668 e diede ancora dei condottieri, un patriarca e un cardinale; e quello che portò la famiglia alla gloria, iniziato da Alessandro (papa Paolo III), fratello di Bartolomeo. Il figlio di lui, Pier Luigi (Roma 1503-Piacenza 1547), fondò la linea ducale: dei suoi figli maschi, il primogenito Alessandro (Valentano 1520-Roma 1589) fu cardinale di grande valore e aspirò invano al soglio pontificio; il terzogenito Ranuccio (Parma 1530-1565), anch'egli cardinale, fu modello esemplare del Sacro Collegio, quasi emblema dei tempi della Controriforma; il quartogenito Orazio (m. Hesdin. 1553), unendo vari feudi del Viterbese, appartenenti alla famiglia, fu creato duca di Castro; il secondogenito Ottavio (1524-1586) restaurò il Ducato di Parma e Piacenza; fu marito di Margherita d'Austria, figlia dell'imperatore Carlo V, e dopo la crisi seguita all'assassinio del padre ereditò il ducato di Castro. Di Ottavio fu figlio il duca Alessandro (Roma 1545-Arras 1592), uno dei più famosi condottieri del suo tempo; a lui succedette il figlio duca Ranuccio I(Parma 1569-1622), che a sua volta fu padre del duca Odoardo (Parma 1612-1646), egli pure valoroso guerriero, del cardinale Francesco Maria (Parma 1619-1647), reggente del ducato durante la minore età di Ranuccio II, e di un figlio naturale, Ottavio (1598-1643) che, deluso nelle sue speranze di successione al trono in seguito alla nascita del fratello Odoardo, si ribellò al padre, fu incarcerato e morì dopo lunga prigionia nel castello della Rocchetta. Di Odoardo furono figli Ranuccio II(Cortemaggiore 1630-Parma 1694), che perdette i ducati di Castro e Ronciglione nel 1649, incorporati nello Stato della Chiesa; Alessandro (1635-1689), generale dei Veneziani e ammiraglio di Spagna, che fu viceré di Catalogna e di Navarra e combatté valorosamente in Portogallo, nelle Fiandre e in Morea avendo accanto il figlio naturale omonimo (m. forse 1693); e infine Orazio (1636-1656), deceduto giovanissimo, pure valoroso generale dei Veneziani, distintosi in Dalmazia e ai Dardanelli contro i Turchi. Coi figli di Ranuccio II, Odoardo premorto al padre, Francesco (Parma 1678-1727) e Antonio (1679-1731), si estinse la discendenza maschile, i cui beni, compresa la Collezione Farnese, attraverso Elisabetta Farnese regina di Spagna, passarono prima a Carlo, poi a Filippo di Borbone. Dinastia guerriera, pur barcamenandosi tra Francia e Spagna, i Farnese, a causa della posizione geografica del loro ducato, non poterono andare al di là dell'assorbimento dei feudi dei Pallavicino (Borgo San Donnino e Borgo Taro) e dei territori dei Bardi e di Compiano in Val Ceno e in Val di Taro appartenenti ai Landi-Doria. La loro fu dinastia protettrice delle arti e fece di Piacenza, e soprattutto di Parma, due splendide città, ma lasciò impronte del suo mecenatismo anche a Roma, facendovi erigere palazzo Farnese (per impulso di Paolo III) e istituendo la Libreria Farnese (poi trasferita a Napoli), e a Caprarola, dove il cardinale Alessandro fece pure costruire uno splendido palazzo opera del Vignola.

Bibliografia

A. Archi, Il tramonto dei Principati in Italia, Bologna, 1962; E. Nasalli Rocca, I Farnese, Milano, 1969; L. Oechslin, Die Farnesianische Uhv, Roma, 1982.