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Favara

comune in provincia di Agrigento (13 km), 338 m s.m., 81,02 km², 31.098 ab. (favaresi), patrono: sant’ Antonio da Padova (13 giugno).

Centro situato alla destra del fiume Naro, in una zona collinare. Forse abitato fin dai tempi della dominazione araba (il nome deriva dall'arabo fawar, “sorgente”), si sviluppò nel Duecento intorno al castello fatto erigere da Federico II Chiaramonte. Venne successivamente infeudato ai Parapertusa (fine sec. XIV), ai De Marinis, agli Aragona Pignatelli e infine ai Cortes. § Il castello dei Chiaramonte (sec. XIII) ha forma quadrangolare e un portale ogivale attraverso cui si accede alla cappella trecentesca, divisa in due da un'arcata gotica e coperta alla sommità da una cupola di stile arabo. La chiesa madre, dedicata alla Madonna Assunta (sec. XVII), custodisce un prezioso crocifisso ligneo del sec. XVI. La chiesa del Purgatorio risale al Seicento, mentre la chiesa del Rosario, edificata nel sec. XVIII in stile barocco, è ornata da stucchi e ha un bel soffitto a cassettoni dipinto.§ Rilevante per l'economia è l'agricoltura, che produce cereali, uva, olive e mandorle, ed è affiancata dall'allevamento (ovini e caprini). L'industria è presente nei settori della plastica, dei materiali da costruzione (calcestruzzo) e della lavorazione del legno (mobili).

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