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Ferreira de Castro, José Maria

scrittore portoghese (Oliveira de Azeméis 1898-Porto 1974). Uno tra i più tradotti fra i romanzieri portoghesi del sec. XX, è autore di una serie di opere dove la primitiva impostazione neonaturalistica (Emigrantes, 1928, Emigranti; A selva, 1930, trad. it. La selva dell'Amazzonia) fa spazio a una più sottile analisi psicologica, accompagnata da una forma narrativa meno magniloquente. In Eternidade (1933; Eternità), Terra fria (1935; Terra fredda), Tempestade (1940; Tempesta) il problema sociale è spesso analizzato e descritto con l'asciuttezza dei grandi inviati speciali, mestiere che del resto Ferreira de Castro esercitò brillantemente (A volta do mundo, 1941-44, Il giro del mondo). Il ritorno al romanzo, con A lã e a neve (1947; La lana e la neve), fu trionfale; nel suo ultimo romanzo, O istinto supremo (1968; L'istinto supremo), la verità sociale è accompagnata da un'acuta analisi psicologica. Postumo è il libro di cronache Os fragmentos (1974; I frammenti).

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