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Fetónte

(greco Phaéthōn, latino Phaĕton-ontis), eroe della mitologia greca. È considerato in alcuni testi come una personificazione del pianeta Venere. In tale versione appare come figlio della dea Aurora e del mortale Cefalo: rapito dalla dea Afrodite, diviene il guardiano della sua casa celeste. Un'altra versione fa di Fetonte il figlio del Sole (Elio) e dell'oceanina Climene: volendo sostituire il padre nella guida del carro solare, minaccia d'incendiare la Terra. Zeus impedisce il disastro fulminandolo e facendolo precipitare nell'Eridano. § Gli episodi del mito di Fetonte, e specialmente le scene della richiesta ad Apollo di condurre il carro del Sole e della caduta, furono soggetto di rappresentazione artistica sia nell'antichità greca e romana (Pausania ricorda una raffigurazione nei propilei di Corinto e il tema è trattato anche su monete e gemme e nei rilievi di alcuni sarcofagi romani) sia in epoche successive. § Il mito, illustrato in antico da Eschilo ed Euripide (rispettivamente con le tragedie Le Eliadi e Fetonte, andate perdute) e da Ovidio (nel secondo canto delle Metamorfosi), ispirò nei sec. XVII e XVIII molti compositori, fra cui G. B. Lulli (1863), A. Scarlatti (1865) e, soprattutto, N. Jommelli che, col melodramma in tre atti Fetonte, su libretto di M. Verazi, musicò una delle opere migliori del Settecento napoletano. Un poema sinfonico, Phaéton, fu composto inoltre nel 1873 da C. Saint-Saëns.

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