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Fièra di Primièro

comune in provincia di Trento (96 km), 710 m s.m., 0,15 km², 541 ab. (fieracoli), patrono: Maria Santissima Assunta (15 agosto).

Centro dell'alta valle del torrente Cismon, allo sbocco in essa della valle del torrente Canali. Il territorio, abitato già in epoca antica, subì la dominazione romana, di cui restano poche tracce. Rifugio delle popolazioni di Feltre e del Friuli durante le invasioni barbariche, vi sorse una comunità (Castel Pietra o Castel Primiero) sotto il dominio dei vescovi-conti di Feltre (1027). Fiera si costituì verso il 1300, sul luogo del mercato (da cui il nome), diventando noto per la scoperta di miniere d'argento e ferro. Nel 1373 passò ai duchi d'Austria, poi ai Welsperg (1401), che ne conservarono il possesso fino al 1827. Nel 1918, dopo le dominazioni francese e austriaca, fu restituito all'Italia. § Nel borgo, caratterizzato da vie larghe, regolari e ampie, sorgono la chiesetta romanica di San Martino (sec. X), la tardogotica parrocchiale di Santa Maria Assunta (fine sec. XV), restaurata, dall'alta facciata a capanna, in cui si apre un portale ogivale; all'interno si conservano opere lignee dei sec. XVI-XVII, un pulpito con dipinti cinque-secenteschi di scuola veneta, tele del sec. XVI e arredi sacri. Si possono ammirare inoltre il palazzo delle Miniere (sec. XV, sede del museo etnografico) e la cinquecentesca casa del Dazio.§ Compongono il quadro economico le attività silvo-pastorali, l'allevamento bovino ed equino e l'industria dell'abbigliamento. Fiorente località turistica, è dotata di attrezzate strutture ricettive.§ È il più piccolo comune italiano per estensione.

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