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Fiammétta

nome con cui il Boccaccio celebrò nelle sue opere la donna da lui amata, identificata, secondo la tradizione, con Maria d'Aquino, figlia naturale di Roberto d'Angiò. Anche se nessun documento conferma l'esistenza di una Maria d'Aquino, un'autentica esperienza amorosa è indubbiamente alla base della rappresentazione poetica di Fiammetta, la cui nobile e affascinante figura domina le opere minori, dal Filocolo al Teseida, dal Ninfale d'Ameto all'Amorosa visione, dall'Elegia di Madonna Fiammetta a molte delle Rime, e riappare, spensierata e serena, nella lieta brigata dei novellatori del Decameron.

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