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Fiandra o Fiandre

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Generalità

Regione storico-geografica dell'Europa nordoccidentale, estesa per la maggior parte in Belgio, di cui forma le due province della Fiandra Occidentale e della Fiandra Orientale, e in minor parte nella Franciasettentrionale e nell'estremo settore sudoccidentale dei Paesi Bassi. L'area geografica viene definita nei suoi confini dalla lingua che vi si parla, che è il fiammingo. La parte francese della Fiandra corrisponde grosso modo al dipartimento del Nord e si presenta come una delle zone più pianeggianti dell'Europa: la fascia marittima, dal suolo fertile e dal clima umido, è coltivata a ortaggi e cereali e ospita numerose stazioni balneari e attivi porti, come Dunkerque, mentre la sezione interna costituisce una delle zone più industrializzate della Francia. La sezione olandese della Fiandra occupa un tratto della Zelanda lungo l'estuario della Schelda ed è costituita da terreni sottratti al mare e intensamente coltivati. In fiammingo, Vlaanderen; in francese, Flandre o Flandres.

Storia

Di antico insediamento celtico, il Paese venne sottomesso da Cesare nel 51 a. C. e rimase sotto il dominio romano (compreso nella provincia della Belgica secunda) fino a quando, verso la fine del sec. III, le frontiere dell'Impero cominciarono a cedere alle pressioni dei Germani: i Franchi Sali, e più tardi i Franchi Ripuari (sec. V-VI), si stanziarono lungo le rive della Schelda. Nell'età merovingia e carolingia ebbe un impulso decisivo la cristianizzazione del Paese, che si era interrotta ed era anzi regredita dopo le prime missioni in età romana. Furono costituiti i vescovadi di Arras, Tournai e Thérouanne (fine sec. VI-inizi VII), ma furono soprattutto la predicazione dei missionari d'Irlanda e di Aquitania (in particolare S. Armando) e la fondazione di monasteri e abbazie (alcune decine, fra la metà del sec. VII e la metà dell'VIII) a diffondere capillarmente la nuova religione soppiantando i tenaci residui delle antiche credenze. Intorno all'864 Carlo il Calvo affidò al genero Baldovino (detto Balduinus Ferreus) i territori fra la Schelda e il mare, costituendo la contea di Fiandra. I poteri di Baldovino e dei suoi discendenti si rafforzarono, e per la debolezza della corona francese, e per le difficoltà che i Carolingi incontrarono nel difendere il Paese dai Normanni, autori di numerose scorrerie fra l'879 e l'883. Il territorio controllato dai conti di Fiandra si estese anzi notevolmente fra il sec. IX e il sec. XII: in direzione W e S Baldovino II il Calvo (m. ca. 918) acquistò numerose terre fra la Lys e l'Isère, e Arnoldo I il Grande (918-965) si impadronì dell'Artois; verso E Baldovino IV il Barbuto (988-1036) e Baldovino V (1035-67) occuparono la fascia occidentale della bassa Lotaringia; la cosiddetta Fiandra imperiale, riconosciuta in feudo dai sovrani tedeschi nel 1056. Anche l'Hainaut (con Baldovino VI, 1067-70) e il Cambrésis (con Roberto II, 1093-1111) vennero temporaneamente conquistati. Dai sec. X-XI data anche un profondo rinnovamento economico, la bonifica di vasti territori protetti da dighe e la grande espansione urbana, quando, intorno a numerose città e borghi rurali, si costituirono i portus: dapprima semplici luoghi di tappa e di mercato negli itinerari commerciali, in seguito sempre più popolati sia da mercanti, sia da artigiani liberi e servi, attirati dal concentrarsi delle manifatture laniere. I nuovi quartieri assorbirono in breve gli antichi centri intorno a cui erano sorti: così si svilupparono le città di Bruges, Ypres, Gand, Saint-Omer, Lilla, Douai, e crebbero tanto da sovrastare le antiche città vescovili. Fra i sec. XII e XIII si costruirono dappertutto nuove cinte di mura: a metà del Trecento Gand (56.000 ab.) e Bruges (35.000 ab.) sono fra le città più popolose dell'Europa a nord delle Alpi. Parallelamente si erano sviluppate le istituzioni urbane. Al sec. XII risalgono i primi riconoscimenti da parte dei conti, come la famosa Carta di Saint-Omer del 1127, che riconosceva la città come un territorio giuridico a sé stante, dotato di un diritto speciale comune a tutti gli abitanti, e di una magistratura particolare (scabinato). Le città divennero così i più forti e stabili nuclei di organizzazione politica della società, soprattutto quando, dopo l'estinzione della dinastia fondata da Baldovino (assassinio di Carlo il Buono, 1127) si succedettero principi di case diverse e si fece avvertire sempre più forte l'influenza francese: in particolare dopo la battaglia di Bouvines (1214), quando Ferdinando del Portogallo, conte di Fiandra , fu sconfitto da Filippo Augusto. Il predominio francese poté instaurarsi anche grazie all'appoggio delle grandi consorterie mercantili che avevano dato vita ai primi governi municipali e che esercitarono in forma esclusiva il potere. Si affermarono intanto anche le corporazioni di mestiere, che raccoglievano piccoli produttori e salariati, cui fece ricorso il conte Guido di Dampierre allorché il sovrano francese Filippo il Bello mostrò chiaramente l'intenzione di incorporare la Fiandra nel dominio reale. Anche dopo la cattura di Guido un'armata popolare sconfisse clamorosamente a Courtrai l'esercito francese (1302), e la Fiandra , nonostante alcune perdite territoriali (Lilla, Douai, Tournai), conservò la sua indipendenza. Furono ancora i ceti artigianali che nel corso della guerra dei Cent'anni ispirarono costantemente una politica di alleanza con l'Inghilterra (principale sorgente di approvvigionamento della lana greggia) contro le propensioni filofrancesi dei nobili. Le tensioni interne continuarono per tutto il sec. XIV e determinarono sollevazioni e tumulti a catena. Nel 1380 in particolare i tessitori di Gand, sotto la guida di Filippo van Artewelde, presero l'iniziativa per un'insurrezione che si estese poi a tutta la Fiandra , il Brabante e Liegi: nonostante un nuovo intervento francese gli artigiani ottennero di essere ammessi negli organi di governo. La grande stagione manifatturiera e urbana della Fiandra tuttavia nel sec. XIV mostra già i primi segni di crisi: per l'affermarsi di altri centri di produzione (soprattutto inglesi), per la stessa politica di governo delle corporazioni artigiane (regime di monopolio, limitazione della grandezza delle imprese, regolamentazione minuziosa della produzione) la fase di espansione appare terminata. Ugualmente appare in crisi l'influenza politica delle città. La sconfitta dell'esercito di Gand a opera del conte Luigi di Male e di Carlo VI di Francia presso Roosebeke (1382) segna non soltanto la fine dell'egemonia che la città aveva cercato di imporre a tutto il Paese, ma, più in generale, l'inizio della crisi del predominio urbano sulla Fiandra. Essa si accentua con l'avvento dei duchi di Borgogna (1384) e poi, alla fine del Quattrocento, degli Asburgo, per passare, con il Trattato di Madrid (1526), a Carlo V che riesce a ottenere anche quelle zone che erano state incorporate dalla corona di Francia. Le città rispondono con insurrezioni violente alla politica di accentramento dei principi, ma quando, nella seconda metà del sec. XVI, si venne allo scontro decisivo, mentre le città dei Paesi Bassi settentrionali riuscirono a difendere i loro ordinamenti, ribellandosi a Filippo II e dando origine alla Repubblica delle Province Unite, le Fiandre non trovarono la forza per insorgere e rimasero sottoposte al dominio spagnolo. A partire dal sec. XVII la Francia mise in opera una progressiva azione di erosione nei confronti dei territori fiamminghi, annetté Dunkerque, Douai, Lilla, Kassel. Nel 1713 ciò che rimaneva della Fiandra spagnola divenne dominio austriaco. Dal 1815 al 1830 le Fiandre divennero provincia dei Paesi Bassi e in seguito provincia belga.

M. Anselin, Ekonomische struktuurbeeld van Oost-Vlaanderen, Gent, 1959; M. A. G. van Meerhaeghe, De economie van Vlaanderen, Leida, 1965; M. Mollat, Ph. Wolff, Ongles Bleus. Jacques et Ciompi. Les révolutions populaires en Europe aux XIVe et XVe siècles, Parigi, 1970; H. Pirenne, Le città del Medioevo, Bari, 1971; S. Roserot, La formation territoriale des principautés belges au Moyen-Age, Parigi, 1984.