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Ficino, Marsìlio

filosofo italiano (Figline Valdarno 1433-Careggi 1499). Fu il maggiore esponente del platonismo italiano del sec. XV. Studiò a Firenze dove Cosimo de' Medici gli affidò l'incarico di tradurre Platone. Tradusse inoltre gli inni attribuiti a Omero e a Orfeo, la Teogonia di Esiodo, il Corpus hermeticum e le Enneadi di Plotino. Raccolse intorno a sé un cenacolo di amici e discepoli che prese il nome di Accademia Platonica. Tra le sue opere emergono: Theologia platonica (1469-74), De christiana religione (1473), il De Vita (1489) e le Epistole in 12 libri. Attraverso la dottrina platonica, Ficino vede la possibilità di operare una saldatura tra religione e filosofia tesa a un rinnovamento dell'uomo. Quest'ultimo è il vero centro della filosofia di Ficino che gli attribuisce una posizione privilegiata nel cosmo. Occupando una posizione centrale nella gerarchia dell'essere, l'anima umana si rivolge a Dio pur prendendosi cura e dirigendo i corpi. Per questa sua funzione l'anima è detta copula del mondo, cioè principio unificante di immanenza e trascendenza. Immortale e libera, essa, pur partecipando ai tre ordini che governano le cose (la provvidenza che è l'ordine del mondo spirituale, il fato che è quello del mondo animale e la natura che è l'ordine dei corpi), si sottrae alla loro necessità dominandoli. Alla dottrina dell'anima è collegata quella dell'amore, inteso come principio unificatore della realtà in quanto è tendenza del mondo verso Dio e amore di Dio verso il mondo. L'opera di Ficino ebbe un'importanza straordinaria nella storia della cultura: per vari secoli i dotti europei conobbero Platone e i neoplatonici quasi sempre attraverso le traduzioni e i commenti ficiniani. Da essi trasse i suoi stimoli più vivi l'ambiente raffinato della Firenze medicea, dove la filosofia di Ficino s'incarnò idealmente in opere come le Stanze del Poliziano e la Primavera del Botticelli.

Bibliografia

G. Saitta, Ficino e la filosofia dell'Umanesimo, Bologna, 1954; P. O. Kristeller, Il pensiero filosofico di Marsilio Ficino, Firenze, 1988.