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Filòcolo

romanzo di Giovanni Boccaccio, scritto per invito di Fiammetta (probabilmente Maria d'Aquino) durante il soggiorno napoletano dello scrittore e, comunque sia, continuato e finito a Firenze tra il 1341 e il 1345. Il titolo significa “fatica d'amore” nell'intento del Boccaccio, che avrebbe dovuto scrivere “Filopono” con termini più esattamente greci. La narrazione romanzesca e avventurosa è imperniata sulla storia leggendaria di Fiorio e Biancifiore (o Biancofiore nella tradizione popolare); essa si basa su un cantare anonimo e su un poemetto franco-veneto, poi perduto. Filocolo è il nome assunto da Florio che va in Oriente alla ricerca di Biancifiore. Nella storia sono ricordati Fiammetta e Caleone suo amante (Boccaccio). Varie questioni sono proposte in una corte d'amore con motivi che uniscono il mondo classico e l'umanesimo.

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