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Filippo II (re di Francia)

Augusto, re di Francia (Gonesse 1165-Mantes 1223). Figlio di Luigi VII, dal quale fu associato al trono nel 1179, nel 1180 sposò Isabella di Hainaut e fu consacrato re. Agli inizi del suo regno affrontò la rivolta dei grandi feudatari. Vittorioso, ottenne la pace che fu sancita dal Trattato di Boves (1185), con l'annessione alla corona delle contee di Amiens e di Montdidier. In rivalità con i Plantageneti, assecondò la rivolta dei figli di Enrico II d'Inghilterra, ottenne una parte del Vermandois e costrinse Enrico II alla capitolazione (Azay-le-Rideau, 1189). Nel 1190 partecipò alla III Crociata con Riccardo I Cuor di Leone e contribuì alla resa di San Giovanni d'Acri (1191). Ritornato in Francia, seppe approfittare del fatto che Riccardo I, ancora in Terra Santa, era stato fatto prigioniero, durante il ritorno, dall'imperatore Enrico VI, e invase impunemente la Normandia. Dapprima vincitore (Gisors 1194), subì poi delle disfatte (Fréteval, 1194, Courcelles, 1198) e fu costretto a chiedere una tregua ma venne agevolato dalla morte dell'avversario (1199). La Pace di Goulet (1200), firmata tra Filippo II e Giovanni Senza Terra, nuovo re d'Inghilterra, e riconosciuto subito come tale dal re di Francia, gli valse, in cambio, una parte del Vexin normanno, del paese di Évreux e del Berry. In un secondo tempo Giovanni rifiutò di riconoscere la sovranità del re di Francia, e Filippo II procedette alla confisca dei possedimenti (1202) e alla conquista della Normandia che venne compiuta nel 1204. Giovanni cercò e trovò degli alleati: l'imperatore, i conti di Fiandra e di Boulogne. La coalizione fu però vinta da Filippo II a Roche-aux-Moines, poi a Bouvines (1214). Nel 1216 Filippo II fece un infruttuoso tentativo di invadere l'Inghilterra. Nel 1193, morta la prima moglie, aveva sposato Ingeborga di Danimarca, che ripudiò per sposare Agnese Maria di Merania (1196), ma la scomunica di Innocenzo III (1200) lo convinse a richiamare Ingeborga. Sotto il suo impulso la Francia conobbe un grande sviluppo commerciale, con l'organizzazione delle città (carte e franchige), e la creazione di cariche amministrative (i baillis, funzionari del re, contrapposti ai riottosi signori feudali) che portarono sensibili miglioramenti nella gestione dei beni della corona. La pagina più infausta del suo regno, nel complesso positivo, fu la tolleranza dimostrata nei confronti della strage degli albigesi.

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