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Finale Lìgure

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comune in provincia di Savona (25 km), 5 m s.m., 34,59 km², 11.845 ab. (finalesi), patrono: san Giovanni Battista (24 giugno).

Generalità

Cittadina estesa lungo la Riviera di Ponente, a E del roccioso capo di Caprazoppa e ai lati della via Aurelia; sede comunale è Finale Marina. Tra le più note stazioni climatiche e di villeggiatura della Riviera, nacque nel 1927 dall'unione di tre distinti comuni: Finalborgo, Finale Marina e Finale Pia.

Storia

Già importante in epoca romana (Ad Fines), è nominata nel 967 in un diploma di Ottone I. Ereditata nel 1142 dai marchesi Del Carretto, ai quali venne confermata da Federico Barbarossa, fu in parte ceduta al comune di Savona (1190-93) e in parte eretta in marchesato con capoluogo Finalborgo. Rivendicata, per la posizione strategica, dalla Repubblica di Genova nel 1290, 1340 e 1385, dopo la guerra (1447-48) vinta da Genova il marchesato passò (1451) in parte sotto il dominio di quest'ultima, che durò fino al 1496, quando Alfonso I ne ebbe l'investitura da Massimiliano I. La tirannia di Alfonso II provocò un'insurrezione popolare (1558), che diede pretesto a nuove rivendicazioni sia genovesi sia imperiali. Per timore di un intervento francese il marchesato fu occupato dal governatore spagnolo di Milano (1571) e passò poi (1602) alla Spagna. Nel 1713 fu acquistato dalla Repubblica genovese e l'atto fu confermato dalla pace di Aquisgrana (1748).

Arte

I diversi nuclei urbani, con il tempo saldatisi in un unico agglomerato, conservano tratti caratteristici distintivi e la tipica fisionomia di borghi medievali e costieri. A Finale Pia, borgo costiero a sviluppo longitudinale lungo la via Aurelia, si trova la chiesa di Santa Maria di Pia, già documentata nel sec. XII e riedificata nel 1724-29, che conserva il campanile cuspidato dei sec. XIII-XIV; alla chiesa si affianca l'abbazia benedettina dei monaci sublacensi (sec. XVI), con due chiostri coevi completati a più riprese. Sempre lungo la costa si snoda Finale Marina, che nonostante l'espansione recente conserva ancora le caratteristiche di importante centro marittimo-commerciale quale fu nel Cinquecento; un arco (1666) nella piazza Vittorio Emanuele, centro della città, ricorda il passaggio di Margherita d'Austria, infanta di Spagna, allora promessa sposa dell'imperatore Leopoldo I d'Austria. Il centro medievale di Varigotti, in origine borgo di pescatori, è costituito dalle tipiche architetture liguri a struttura compatta, tagliate da stretti vicoli; il Castello, costruito sopra il capo Varigotti, è formato da resti di epoca longobarda, da parte della struttura carrettesca distrutta da Genova nel sec. XIV e dalla torre di avvistamento del sec. XVI. Di grande impatto scenografico è Finalborgo, con le mura quattrocentesche e molte architetture dei sec. XV-XVIII; la chiesa di San Biagio (sec. XIV-XV ma rifatta nel Seicento) conserva il campanile quattrocentesco.

Economia

Finale Marina, le cui funzioni principali erano un tempo la pesca e il commercio, è divenuta centro industriale e turistico di prim'ordine, nonché una delle maggiori stazioni climatiche della riviera savonese, meta ricercata anche dagli stranieri, dotata di un'ottima attrezzatura alberghiera e di un porticciolo turistico molto attivo; in estate anche Finale Pia e Varigotti sono frequentatissimi centri balneari. Il Finalese attira anche gli amanti della montagna e in particolare gli appassionati dell'arrampicata, che qui trovano un'ampia varietà di pareti rocciose alte fino a ottanta metri. Sono attive imprese nei settori meccanico e aeronautico, cui si affiancano attività estrattive e di lavorazione della cosiddetta “pietra del Finale”, un pregiato calcare fossilifero. Nell'entroterra vengono praticate l'agricoltura (cereali, foraggi, frutta, olive e uva) e la floricoltura.

Dintorni

Lungo l'antica “strada Berretta” che nasce a Finalborgo, si trovano i resti di castel Gavone, costruito in epoca medievale: grandioso esempio di architettura militare, ripreso dai Del Carretto dopo la distruzione per opera dei genovesi nel 1448-49, fu ampliato alla fine del secolo e venne smantellato nel Settecento. Nel territorio comunale si trovano molte cavità naturali, abitate in poca preistorica (tra le più importanti le caverne delle Arene Candide, la caverna delle Fate, l'Arma dell'Aquila, la caverna dell'Acqua, la grotta Pollera); i reperti provenienti da diverse campagne di scavi sono raccolti nel locale Museo Civico.