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Flavin, Dan

scultore statunitense (New York 1933-1996). Aderente alla minimal art, la sua opera comprende elementi dedotti dalle ricerche teoretiche di minimalisti quali D. Judd, R. Morris e C. Andre, e alcune applicazioni dell'arte cinetica. L'artista, da quando si è presentato al pubblico di New York nel 1964, ha proposto assemblages luminosi, creati con tubi al neon, i cui effetti di luce “manipolano” e interagiscono con lo spazio entro cui l'opera è collocata (Senza Titolo, 1968; Struttura Primaria, 1964; Senza Titolo, 1972-75). La disposizione dei tubi luminosi, all'interno di spazi espositivi, era strettamente geometrico-angolare, a differenza dell'uso assai più morbido fattone da altri operatori agli inizi degli anni Sessanta. La ricerca di Flavin è rimasta sostanzialmente immutata nel corso degli anni e le sue opere sono esposte in tutto il mondo. Ha partecipato alla Biennale di Venezia del 1986. Nel 1991, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York ha organizzato l'ultima grande rassegna antologica dedicata all'artista, a trent'anni esatti di distanza dal suo esordio sulla scena artistica newyorchese avvenuto con una mostra personale alla Judson Gallery

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