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Fluxus

movimento artistico internazionale. Il termine fu scelto, nel 1961, dal gallerista newyorkese G. Maciunas (divenuto poi uno degli animatori principali del gruppo) come titolo per una pubblicazione specializzata in tendenze d'avanguardia. Il progetto rivista non ebbe successo, ma il nome restò a designare lo spirito che, dal 1962 (anno del 1° Festival Fluxus, a Wiesbaden), accomunò una serie di artisti europei, statunitensi, canadesi: Ben Vautier, D. Higgins, Nam June Paik, R. Watts, G. Brecht, R. Filliou, A. Kaprow, W. Vostell, J. Beuys, i musicisti J. Cage e G. Chiari e molti altri. Contro tutte le codificazioni di arte come oggetto di consumo, Fluxus ha tentato di andare oltre il ready made di Duchamp interessandosi al contenuto dell'arte per combatterla e per arrivare, attraverso una “non-arte” o “anti-arte”, a una sua nuova forma. Sotto la spinta del principio fisico di indeterminazione e del concetto di caso ripreso dall'ideologia dada, l'arte Fluxus è diventata un luogo totale disponibile ad accogliere qualsiasi possibilità creativa: non esistono più la pittura, la scultura, la poesia, la musica ma un evento che ingloba in sé tutte le discipline. L'arte non rappresenta più la realtà ma coincide con essa: con gli happenings gli artisti Fluxus si propongono di dare all'arte un contenuto non più estetico ma etico. Oltre che nelle manifestazioni Fluxus (“Fluxus Performances”, “Fluxus Concerts”, “Festival Fluxus”, ecc.) che raggiunsero l'apice del successo tra il 1962 e il 1965, gli artisti divulgarono il loro lavoro attraverso i libri, manifesti, “multipli”, video, film; questo materiale è stato raccolto e presentato nell'importante mostra veneziana “Ubi Fluxus, ibi motus” (1990) e dal Museo delle Belle Arti di Winterthur (Svizzera), che ha organizzato la mostra “ Was ist Fluxus?” (1991).

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