Questo sito contribuisce alla audience di

Fodor, Jerry A.

filosofo americano (New York 1935). È uno dei maggiori protagonisti della “rivoluzione cognitiva” esplosa a partire dagli anni Settanta del Novecento e, in tale quadro, è il principale esponente dell'approccio funzionalista alle teorie della mente. Secondo Fodor, i processi del pensiero sono nella maggior parte dei casi processi di tipo inferenziale, a partire da rappresentazioni del mondo (stati mentali), che vengono collegate tra loro e manipolate, grazie alle loro proprietà sintattiche (1975; The Language of Thought). In questo quadro, il pensiero è concepito come un processo astratto, paragonabile a un calcolo, indipendente dalla particolare natura fisica del dispositivo che pensa. La mente avrebbe una struttura modulare: le proprietà percettive di basso livello, “incapsulate” entro specifici moduli, alimenterebbero i processi cognitivi di livello più alto (1983; The Modularity of Mind, an Essay on Faculty Psychology). Tra le rappresentazioni mentali, un ruolo rilevante spetta agli stati intenzionali, che godono per Fodor di proprietà particolari: essi hanno un contenuto (come le proposizioni, le quali non hanno tuttavia efficacia causale) e anche un ruolo causale (come le proprietà fisiche, le quali non sono però valutabili dal punto di vista semantico) (1987; Psychosemantics. The Problem of Meaning in the Philosophy of Mind). Assumendo l'esigenza di un approccio empirico ai problemi delle mente, Fodor esclude dal suo orizzonte l'indagine sulla coscienza, sulle emozioni o sugli aspetti qualitativi delle sensazioni (qualia), in quanto non suscettibili di determinazioni scientifiche, quanto alla loro misura e al loro contenuto semantico. Inoltre, essendo convinto del fatto che una spiegazione dei processi di pensiero debba essere data al livello in cui questi processi si svolgono (cioè al livello simbolico), Fodor ha sempre criticato gli approcci strettamente neurofisiologici e connessionistici (2000; The mind doesn't work that way; The scope and limits of computational psychology). Altre pubblicazioni: The Compositionality Papers (2002 con E. Lepore) e Hume Variations (2003)