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Fontainebleau

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città del dipartimento della Seine-et-Marne (regione: Île-de-France, Francia), 100 m s.m., 36.713 ab. (1999).

Generalità

Situata alla sinistra del fiume Senna, la città presenta un aspetto moderno. È uno dei principali centri turistici della regione parigina per lo storico castello e per la foresta di 16.998 ha (formata principalmente da alberi di alto fusto come querce, betulle, faggi), inclusi nel 1981 nel patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Storia

Le prime notizie su Fontainebleau sono del sec. XII, quando era castello di caccia dei sovrani di Francia. Nel 1526 divenne la residenza di Francesco I (1515-47), che ne fece la prima corte stabile, espressione dei principi di sovranità assoluta e modello per tutta la cultura aulica fino a Versailles e alle corti settecentesche. Molti altri re investirono enormi somme per ingrandire e decorare il palazzo, tra questi Luigi XV, Napoleone I, Luigi Filippo e Napoleone III. A Fontainebleau furono tenute importanti assemblee, sottoscritti convenzioni e trattati, emessi storici decreti, tra cui nel 1685 la revoca dell'editto di Nantes da parte di Luigi XIV e il decreto di abdicazione di Napoleone I (1814). Nel corso della seconda guerra mondiale ospitò il quartier generale delle truppe occupanti tedesche e dal 1949 al 1965 fu sede della NATO.

Arte

Il castello di Fontainebleau è un complesso di diversi edifici, costruiti e ristrutturati nel corso dei secoli. I lavori di ricostruzione e decorazione dell'antica struttura iniziarono nel 1528 a opera del maestro locale dallo stile italianeggiante G. Le Breton. Nel 1530 Francesco I chiamò a Fontainebleau il Rosso Fiorentino e nel 1532 il Primaticcio che, affiancato dal 1552 da N. Dell'Abate, diresse i lavori dalla morte del Rosso (1540) al 1570; in vari momenti operarono a Fontainebleau anche Serlio, Cellini, L. Peni, Vignola e altri, contribuendo tutti a farne uno dei più notevoli centri del manierismo europeo. L'attività del Rosso Fiorentino, di Dell'Abate, del Primaticcio e della colonia italiana in genere creò una cultura figurativa autonoma, una vera e propria scuola, la cosiddetta “scuola di Fontainebleau”, la cui lezione, ripresa e sviluppata da artisti francesi e nordici, si diffuse anche al di là delle frontiere della Francia (per esempio, nella “scuola di Praga”). Lo stile della scuola, caratterizzato da una preziosa eleganza formale, è eminentemente decorativo e ornamentale; negli affreschi e negli stucchi della Galleria di Francesco I (Rosso), della Sala da Ballo, della Galleria d'Ulisse (Primaticcio, Dell'Abate) compaiono temi mitologici e allegorici, grottesche, paesaggi popolati di figure allungate e sinuose, secondo il gusto colto e raffinato della corte. Gli stessi temi furono svolti, con particolari toni galanti ed erotici, dagli artisti francesi (i due Cousin, padre e figlio, A. Caron, J. Goujon, F. Clouet ecc.), non solo in pittura e scultura, ma in stampe, disegni, arazzi, gioielli, oggetti preziosi. Sotto Enrico II ed Enrico IV fiorì la cosiddetta “seconda scuola di Fontainebleau”, che si riallaccia, sia pur talora in forme stereotipe, alla prima, e risente degli ultimi aspetti del manierismo italiano; ne fecero parte artisti francesi come T. Dubreuil, Martin Fréminet, F. Bunel, e fiamminghi italianeggianti come Ambroise Dubois (Galleria di Diana). Dopo i modesti interventi del Seicento (scala a ferro di cavallo di Jean Du Cerceau, 1634), una nuova fase iniziò nel 1737 (Gros Pavillon, di A.-J. Gabriel; decorazione della Sala del Consiglio, di Boucher e Van Loo, 1753). Agli anni 1780-85 risalgono gli appartamenti di Maria Antonietta, in stile pompeiano. All'interno del castello sono ospitati il Museo Cinese e il Museo di Napoleone I. Nella parte moderna della città, il Museo d'Arte e di Storia Militare espone gli equipaggiamenti dell'esercito francese dall'Ancien Régime fino alla Terza Repubblica. "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 6 pp 326-329" "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 6 pp 326-329"

Economia

La principale risorsa di Fontainebleau è il turismo, con svariati milioni di visitatori all'anno. La città è anche un mercato agricolo (uva) e sede di alcuni laboratori di ricerca.