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Fontana (famiglia di architetti, urbanisti e ingegneri)

famiglia di architetti, urbanisti e ingegneri originari del Canton Ticino e attivi soprattutto a Roma nei sec. XVI-XVIII. Giovanni (Melide, Lago di Lugano, 1540-Roma 1614) fu architetto di S. Pietro durante il pontificato di Clemente VIII. Collaborò alle opere romane del fratello Domenico, realizzò alcune fontane e il palazzo Giustiniani (terminato da Borromini), ma si distinse soprattutto come ingegnere idraulico, conducendo acque e costruendo acquedotti. Carlo (Bruciato 1634-Roma 1714), cugino di Giovanni e Domenico, giunse a Roma nel 1650 circa e fu allievo e collaboratore del Bernini; la sua opera esercitò grande influenza su tutta l'architettura settecentesca. Tra le sue più importanti realizzazioni, i palazzi Odescalchi e Chigi e la chiesa di S. Rita (in collaborazione col Bernini), la cappella Cybo (1683-87) in S. Maria del Popolo, la facciata di S. Marcello al Corso (1683), il completamento del palazzo di Montecitorio (1694-97) iniziato dal Bernini, il portico della chiesa di S. Maria in Trastevere (1702). In Spagna eseguì il santuario di S. Ignazio a Loyola (1681). Gli si devono anche vari scritti teorici, fra cui Discorso sopra il Monte Citatorio e Templum Vaticanum et ipsius origo. Francesco (Roma 1668-Castel Gandolfo 1708), figlio di Carlo, fu professore all'Accademia di S. Luca e autore di varie opere a Roma (alcune di incerta attribuzione), tra cui la parziale ricostruzione della basilica dei SS. Apostoli e l'altare maggiore di S. Andrea della Valle. Il figlio di Francesco, Mauro (Roma 1701-1767), attivo a Roma nell'ambito della tradizione barocca, eseguì tra l'altro la chiesa e il convento delle Orsoline (1745-60), oggi Accademia di S. Cecilia. Girolamo, nipote di Carlo, fu attivo a Roma dal 1690 al 1714; a Frascati realizzò la facciata del duomo, considerata la sua opera più importante. Carlo Stefano, fratello di Girolamo, fu attivo a Roma intorno al 1700; restaurò la chiesa di S. Clemente e forse la facciata di S. Eusebio (1711).

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