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Forènza

comune in provincia di Potenza (64 km), 836 m s.m., 115,60 km², 2546 ab. (forenzesi o forentani), patrono: san Carlo Borromeo (4 novembre).

Centro dell'Appennino Lucano, situato sullo spartiacque tra i bacini dei fiumi Ofanto e Bradano. È l'antica città apula di Forentum, occupata dai Romani nel 317 a. C. e divenuta municipio in epoca augustea. Fece parte del Gastaldato di Acerenza e, sotto i Normanni, della Contea di Gravina. Fu feudo dei Caracciolo e dei Doria.§ Annessa al convento dei Cappuccini (sec. XVII) è la chiesa del Santissimo Crocifisso (1680), con altari lignei di pregevole fattura e un crocifisso, oltre a tele dei sec. XIV e XVI e un coro del sec. XVI. La chiesa dell'Annunziata (sec. XII-XIII) ha un portale in pietra e un altare a conchiglia, mentre quella di San Nicola conserva un bel portale romanico. Esempi di ambienti rurali sono ricostruiti nel piccolo Museo Etnografico Casa Contadina. Fuori dall'abitato è la chiesa di San Biagio, di origine basiliana, con affreschi bizantini.§ L'agricoltura produce cereali, olive e uva da vino (aglianico del Vulture DOC); si pratica l'allevamento (bovini, ovini e suini). Operano aziende enologiche e caseifici ed è fiorente l'artigianato del legno.

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