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Fordongiànus

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comune in provincia di Oristano (27 km), 35 m s.m., 39,40 km², 1057 ab. (fordongianesi), patrono: san Pietro Martire (29 giugno).

Generalità

Centro posto sulla riva sinistra del fiume Tirso, sulle prime pendici settentrionali del monte Grighini. L'abitato appare in lontananza come un'enorme macchia rossa, a causa delle costruzioni in tipica pietra locale (la trachite rossa), che lo caratterizzano, in contrasto con il verde dei boschi circostanti.

Storia

Noto fin dall'antichità per le sue acque termali, Forum Traiani (come fu chiamato ai tempi dell'imperatore Traiano) fu sede vescovile fin dal sec. V. Dopo l'occupazione bizantina (533) fu munito di fortificazioni e scelto come sede del comando militare in Sardegna. In quel periodo il suo nome fu mutato in quello di Chrysopolis (“città aurea”). Dal sec. XI fece parte, come capoluogo della curatoria di Parte Barigadu, del Giudicato d'Arborea, di cui seguì le vicende storiche: dal sec. XV subì il lungo dominio spagnolo fino all'annessione, nel 1720, ai domini dei Savoia. Nel 1790 fu concesso in feudo ai Manca Ledà, che lo tennero fino all'abolizione dei feudi (1839).

Arte

Nell'abitato si possono ammirare un interessante esempio di casa signorile (“Casa Madeddu” o “Casa Aragonese”, sec. XVI-XVII), caratterizzata da decorazioni scolpite in stile gotico-aragonese nel portale, nelle cornici delle finestre, nonché nelle colonnine del loggiato; la parrocchiale di San Pietro Martire (sec. XVI), in trachite rossa, si presenta nella ricostruzione novecentesca.

Economia

L'economia si basa in prevalenza sull'agricoltura, che produce agrumi, uva e cereali, sull'allevamento di ovini e bovini, e su aziende di estrazione e lavorazione delle pietre e dei materiali da costruzione. Sono fiorenti l'artigianato tessile (tappeti e arazzi a telaio) e il turismo estivo.

Dintorni

A poca distanza dal paese sorge, isolata, la chiesa di San Lussorio, fatta costruire dai monaci di San Vittore di Marsiglia in blocchi di trachite rossa (sec. XII, rimaneggiata), circondata dalle caratteristiche abitazioni, le cumbessias o cumbissias, piccole case che ospitano i partecipanti alla novena in occasione della festa del santo. Nei dintorni, presso il fiume Tirso, sono i ruderi di edifici romani e un complesso termale dei sec. I-III (alimentato da sorgenti di acqua calda tuttora attive) con un ampio porticato, una piscina, un frigidarium, un tepidarium, un calidarium, ambienti di servizio e vasche.

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