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Forlì-Cesèna (provincia)

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provincia dell'Emilia-Romagna, 2377 km², 383.043 ab. (stima 2007), 158 ab./km², capoluogo: Forlì. Comuni: 30. Sigla: FC.

Generalità

Prese il nome di Forlì-Cesena dal 1992, dopo l'istituzione della nuova provincia di Rimini, staccata dalla preesistente provincia di Forlì. Essa occupa il settore orientale dell'Emilia-Romagna, si affaccia a E al mare Adriatico, con una costa bassa e sabbiosa, e confina con le province di Ravenna, Firenze, Arezzo, Pesaro e Urbino e Rimini. È il cuore della Romagna agricola, il cui carattere tradizionale, fatto di superstizione, anticlericalismo e ospitalità, cari al folclore locale, si è ammodernato e trasformato in accoglienza turistica e solido benessere agroindustriale.

Territorio

Comprende l'estremo settore sudorientale della pianura padano-veneto-romagnola e un tratto del versante adriatico dell'Appennino Tosco-Emiliano, dal quale scendono verso NE, con un corso trasversale all'orientamento di questa parte della catena appenninica, alcuni corsi d'acqua, tutti tributari dell'Adriatico, fra i quali il Montone, il Ronco, il Savio e il Rubicone. Per la salvaguardia del patrimonio naturalistico-ambientale, nel 1993 è stato istituito il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna, che abbraccia anche parte del territorio toscano. Il clima è di tipo semicontinentale, caldo in estate e freddo in inverno; l'influsso del mare nella fascia costiera e la presenza dei rilievi montuosi e collinari all'interno determinano condizioni termiche particolari. Le precipitazioni, prevalentemente autunnali e primaverili, sono più copiose sui rilievi, ma comunque sufficienti anche nelle aree di pianura. Il movimento naturale della popolazione si è mantenuto nel corso dell'ultimo ventennio del sec. XX complessivamente stabile, grazie a un lento flusso migratorio dalla montagna alla pianura. La stagnazione demografica, dovuta al saldo negativo del movimento naturale della popolazione, è bilanciata dall'immigrazione, soprattutto nei due circondari di Cesena e Forlì. Dal punto di vista urbanistico la provincia è strutturata attorno alle due città che le danno il nome, che sono le più popolose e importanti del territorio, seguite da Cesenatico, Savignano sul Rubicone, Forlimpopoli, San Mauro Pascoli, Gambettola, Meldola e Bertinoro. Le comunicazioni sono caratterizzate da una buona viabilità stradale ferroviaria: seguono la direttrice NW-SE l'autostrada A14 Bologna-Taranto, la via Emilia (SS 9) e la ferrovia che gli corre parallela; due strade statali valicano gli Appennini, collegando la costa e Forlì con Firenze (SS 67) e Cesena con Arezzo (SS 71). I centri costieri, invece, sono raccordati dalla SS 16 e dalla ferrovia Rimini-Ravenna. L'aeroporto di Forlì garantisce i collegamenti nazionali e quelli turistici internazionali.

Economia

Fra le attività economiche l'agricoltura, che mantiene un suo punto di forza nella diffusione delle cooperative, costituisce un settore dinamico e altamente specializzato. Alla coltivazione intensiva di frutteti (con assoluto predominio del pesco), razionalmente sistemati per ridurre i costi di produzione con il largo impiego delle macchine, si sono aggiunte le coltivazioni ortive; fra queste, il primo posto spetta alla fragola, che viene coltivata a pieno campo e protetta da serre. La fascia collinare e pedemontana vanta una notevole produzione di uva da vino. Nel quadro del patrimonio zootecnico provinciale, un ruolo di rilievo è occupato dall'avicoltura, che conta su un'elevata efficienza e su forme avanzate di integrazione verticale fra aziende. Direttamente collegate al settore primario, le attività industriali hanno registrato, negli ultimi decenni del sec. XX, un'espansione in termini di occupazione e di unità locali: tra i rami più rappresentati, quello della lavorazione dei prodotti ortofrutticoli, delle conserve e della macellazione e trasformazione delle carni. Importanti sono i distretti industriali di San Mauro Pascoli e di Forlì, attivi rispettivamente nei comparti calzaturiero e del mobile. Per quanto riguarda il terziario, nessun settore sembra poter aspirare, a breve termine, a quel ruolo di assoluta preminenza svolto dal turismo balneare fino al 1992, quando è stata istituita la provincia di Rimini, la quale ha inglobato gran parte delle località turistiche più famose della riviera romagnola.