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Forsythe, William

danzatore e coreografo americano (New York 1949). Formatosi alla Julliard School e presso la School of American Ballet è stato allievo anche di Jonathan Watts e Maggie Black. Ha danzato con il Joffrey Ballet (1971-73) e con il Balletto di Stoccarda (1973-80), che gli offrì le prime opportunità come coreografo. Il suo primo balletto, Ulricht, è del 1976. Divenuto coreografo stabile a Stoccarda, si è segnalato ben presto come uno dei talenti più geniali della sua generazione. Nella stagione 1984-85 ebbe la direzione del Balletto di Francoforte, giunto con lui, in tempi brevissimi, a larghissima fama internazionale, tanto da avere, dal 1990, una sede anche a Parigi, al Théâtre du Chatelet. Nel 1989 il Teatro Romolo Valli di Reggio nell'Emilia ha dedicato un intero festival alle sue creazioni. Tra queste, ricordiamo le più note: Orpheus, Time Cycle, Love Songs (1979), 'Tis Pity She's a Whore (dal dramma di John Ford, per il Festival di Montepulciano, 1980), France Dance (1983, per il Ballet de l'Opéra di Parigi), Artifact (1984), Step Text (1985, per il Balletto di Francoforte e l'Aterballetto), Die Befragung des Robert Scott (1986), In the Middle Somewhat Elevated (1987, per il Ballet de l'Opéra di Parigi), Impressing the Czar (1988), Enemy in the Figure (1989), Limbs Theorem (1990). Nel 1998 ha ideato, su musica di Tom Willems, Quartetto, un balletto commissionatogli dal Teatro alla Scala di Milano per Alessandra Ferri. Nelle sue danze si mescolano via via elementi coreografici, drammaturgici, brani recitati, un uso coreo-drammaturgico della luce e dello spazio, a volte dilatato oltre i limiti della scatola scenica, e una geniale sintesi dei linguaggi moderni e di quello accademico, secondo le intuizioni labaniane cui Forsythe si è sempre espressamente richiamato. Nel 2006, le sue più importanti creazioni sono state presentate in mostra alla Pinakothek der Moderne a Monaco. Nel 2010 gli è stato attribuito il Leone d'Oro alla carriera dalla Biennale di Venezia.