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Fossacèsia

comune in provincia di Chieti (54 km), 140 m s.m., 30,08 km², 5349 ab. (fossacesiani), patrono: san Donato (7 agosto).

Centro posto alla sinistra della foce del fiume Sangro. Sorto su un territorio già popolato nel Neolitico, come attestano i resti di un villaggio scavato nell'argilla rinvenuti nel territorio, fu possesso fino al Quattrocento dell'abbazia di San Giovanni in Venere (esistente forse già nel sec. VI). Decaduta l'abbazia, appartenne a numerosi feudatari tra cui i De Rubeis. § La parrocchiale di San Donato, ricostruita nel 1958, conserva un campanile che sfrutta il basamento di un'antica torre della cinta muraria. Presso il mare è il complesso monumentale di San Giovanni in Venere (eretto nel primo Medioevo forse sull'area di un tempio pagano dedicato a Venere, e in seguito ampliato secondo i canoni cistercensi), una delle più potenti abbazie benedettine d'Abruzzo e fra le più ricche, fino ai saccheggi subiti nel Trecento. L'aspetto attuale dell'edificio è frutto di vari interventi realizzati nei sec. XI-XII: la facciata, parte in pietra e parte in cotto, è aperta da un originale portale marmoreo duecentesco, con rilievi sui pilastri marmorei e nella lunetta; altri portali, più semplici, sono posti sui fianchi della chiesa. La parte posteriore dell'edificio è movimentata da tre absidi semicircolari policrome, per la varietà dei materiali impiegati, accostate una accanto all'altra. L'interno, a tre navate, è diviso da arcate ogivali ed è decorato da affreschi dei sec. XII-XIV. L'adiacente convento ha un chiostro con trifore. § L'industria opera soprattutto nei settori metalmeccanico (stampi e minuterie metalliche), edile e della lavorazione del legno. L'agricoltura produce uva da vino, olive, cereali, barbabietole da zucchero e tabacco; è praticato l'allevamento ovino e bovino. Assai sviluppato è il turismo, soprattutto balneare e di villeggiatura estiva, favorito dalla presenza di buone strutture ricettive e dalle attività terziarie.