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Frónte Sandinista di Liberazióne Nazionale

(FSLN). Movimento guerrigliero e partito politico nicaraguense di ispirazione marxista. Nato nel 1961 come Fronte di Liberazione Nazionale contro la dittatura della famiglia Somoza, nel 1963 assunse la denominazione sandinista in onore di C. A. Sandino, eroe della lotta antimperialista degli anni Trenta. Dopo alcuni rovesci, il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale riuscì a ottenere un primo significativo successo militare nel 1974 e negli anni successivi scatenò contro la dittatura un'offensiva che terminò con la fuga di Somoza e la liberazione della capitale Managua (luglio 1979). Per un decennio il Fronte Sandinista governò un Nicaragua ridotto allo stremo dalla dittatura somozista, dovendo fronteggiare l'ostilità degli USA che contro i sandinisti non esitarono a istruire e finanziare il movimento armato dei contras. Nonostante la vittoria nelle elezioni del 1984, che portarono alla presidenza Daniel Ortega, il perdurante stato di crisi non consentì al Fronte Sandinista di consolidare il suo radicamento e nelle elezioni politiche del 1990 venne sconfitto dalla coalizione capeggiata da Violeta Barrios de Chamorro. Nel suo primo congresso (1991) il Fronte Sandinista elesse segretario Daniel Ortega, il quale diede all'organizzazione un orientamento più moderato e socialdemocratico che approdò nel 1992, all'ingresso della formazione nell'Internazionale Socialista. La svolta moderata non era, però, sufficiente a riportare alla vittoria i sandinisti nelle presidenziali del 1996, anzi suscitava le critiche della componente marxista che accusava Ortega di aver compiuto una semplice opera di maquillage con il risultato di non aver convinto gli elettori moderati e di aver allontanato gli strati popolari sentitisi traditi dall'abbandono dei principi del sandinismo. Alle elezioni presidenziali del 2006 il movimjento è tornato al potere con l'elezione di Ortega.

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